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SABATO 1 DICEMBRE, ore 21.00, MASSIMO PRIVIERO presenta al TEATRO MIELA di Trieste il suo ultimo lavoro ALL’ITALIA con un concerto acustico, accompagnato dalla sua band, al cui interno trovano spazio anche due musicisti triestini, Fiodor Cicogna alla batteria e Alessandro Castorina al basso.
Aprirà la serata la cantautrice triestina MIRIAM BARUZZA accompagnata in acustico da alcuni musicisti del suo gruppo “ILLIRYA” ( Stefano Bembi: fisarmonica – Diego Vigini: chitarra – Mauro Berardi: percussioni)
VENERDI’ 30 NOVEMBRE, ore 18.30, incontro con l’artista presso SCUOLA DI MUSICA 55, Via Capitelli 3, Trieste – ingresso libero

RADIOCITYTRIESTE sarà partner unico ed ufficiale dell’evento

www.miela.it/massimo-priviero-livewww.priviero.com – illiryamusic@gmail.com

“ALL’ITALIA” È’ IL NUOVO DISCO di Massimo Priviero. “LA PIU’ BELLA VOCE DEL ROCK D’AUTORE IN ITALIA” (BUSCADERO), un vero e proprio concept album che omaggia storie e vite di Italiani di ieri e di oggi.
Un album che celebra la forza, il coraggio e il cambiamento di vita dei protagonisti di queste storie, lontano dalla scontata e stanca retorica degli Italiani di ieri partiti più o meno con la valigia di cartone e da discussioni o polemiche.
Parla anche di Italiani di oggi, partiti ed in partenza, per poche opportunità o per scelta di vita. Italiani e contemporaneamente cittadini del Mondo, di cui siamo nipoti, figli, fratelli e sorelle e di cui oggi siamo sovente padri e madri.
In “All’Italia” Priviero fotografa storie scandite lungo la nostra strada comune dal Novecento fino ai giorni nostri. Un viaggio italiano vissuto fino in fondo, a volte con commozione ed altre con dolcezza, attraverso linguaggi ed approcci musicali diversi che tuttavia conservano una precisa ed uniforme sonorità acustica a sostegno di un’importante cifra letteraria.
Si partirà da un pezzo d’Italia per dipanarsi in altri angoli di mondo o del nostro stesso paese e si conserverà sempre il tratto che accomuna tutte le storie che è nel grande amore verso gente sentita più cara proprio quando decide di mettere in gioco la propria esistenza. Cambiamento dunque. Con forza e con coraggio. Canzoni con dentro una speciale epica di fondo, che scavano tra ieri e oggi.
Nato all’inizio dei ’60 sul litorale veneziano, MASSIMO PRIVIERO vive e cresce a Jesolo.
Da adolescente fonda band di rock, di folk e di blues. Ama Dylan, Young e Springsteen e talvolta condisce i vagabondaggi giovanili in città d’Europa con veri e propri show da busker.
In questi anni nascono le prime canzoni in cerca di quella fusione tra rock d’autore e poesia che in seguito caratterizzerà la sua produzione.
Trasferitosi a Milano dopo aver firmato per Warner Music, alla fine del 1988 pubblica con successo l’esordio di “San Valentino”.
Nel 1990 esce “Nessuna Resa Mai”, album magico la cui titletrack diventa una sorta di manifesto esistenziale e che viene pubblicato in numerosi paesi europei avvalendosi della prestigiosa produzione di “Little” Steven Van Zandt, leggendario chitarrista e coproduttore dei grandi album di Springsteen.
Nei successivi trent’anni di carriera sino ad oggi Priviero pubblica numerosi album, sino all’ultimo “All’Italia”.
E’ stato spesso impegnato  su vari fronti “sociali”. L’impegno nella scrittura, nella musica e nella vita lo conducono, sovente, a schierarsi e a spendersi con la parte debole del mondo, con brani carichi di impegno civile, di poesia unita alla forza e all’energia vocale.

“Credo che la cosa che la gente che mi segue avverta di più in quel che faccio è che quel che scrivo e suono è allo stesso modo quel che sono… e che la mia  “libertà senza compromessi” riesce spesso a tradursi in forza da dare a loro… puoi chiamarlo sangue, sudore, lacrime o sorrisi… oppure umana resistenza che diventa musica d’autore e a volte poesia… ma sono alla fine un’unica emozione… “ M. Priviero

TRIESTE – Una storia lunga quasi mezzo secolo, e per la quale ci sono ben venti dischi a tracciarne il percorso, è a dir poco invidiabile.
Voce e stile inconfondibili hanno reso le sue canzoni uniche e lasciato il segno nel cuore di diverse generazioni.
Edoardo Bennato, classe 1946, ha cambiato ben poco in tutto questo tempo. Giovanile e Rock ‘n’ Roll, in jeans e maglietta e con gli occhiali da sole, sembra aver fatto un patto con il diavolo.
Se gli chiedessimo quale possa essere il suo segreto siamo certi che risponderebbe facendoci vedere la sua chitarra e aggiungendo “…tutto merito della musica”.E lo spettacolo che in anteprima è andato in scena a Trieste ha il gusto di qualcosa di molto personale. Certamente è stato un privilegio assistere alla prima nazionale di questo suo tour invernale dal titolo Pinocchio & Co. tour 2018 (produzione artistica curata da New Step, in collaborazione con Dimensione Eventi e Ventidieci).
Non capita spesso di ascoltare centosessanta minuti filati di concerto senza annoiarsi un attimo. Tutto d’un fiato il set è volato via davanti ad un pubblico delle grandi occasioni che ha riempito a dovere il Teatro Rossetti che sceglie sempre gli artisti migliori da portare in città. Come si diceva pocanzi questa è stata l’ouverture, la prima di quattordici date che si terranno fino a dicembre inoltrato, quando a Cremona il nostro eroe terminerà quest’avventura.
Un azzardo chiamarlo eroe? Penso proprio di no. Molti i bambini presenti in sala e rapiti dalle sue storie, mentre quelli più grandi sono ritornati giovani con i cavalli di battaglia di Bennato che attraverso le strofe dei suoi racconti parlano molto della società, della vita, fanno riflettere, e anche se andiamo a pescarli nella discografia più datata, ancora oggi sono attuali.
Burattino senza fili è uno dei suoi dischi più conosciuti e fortunati, rivisitato nel 2017 a quarant’anni di distanza dalla prima pubblicazione e con l’aggiunta di alcuni brani narranti di personaggi che all’epoca non erano stati cantati.
Mastro Geppetto e Lucignolo sono le due nuove composizioni presentate e suonate durante la serata, assieme ai fratelli maggiori Il gatto e la volpe, Dotti, medici e sapienti, La fata, Mangiafuoco, In prigione, in prigione e Quando sarai grande.
Tutti sparsi qua e là durante lo spettacolo e realizzati in chiave Rock, acustica oppure sinfonica come il set in apertura di serata.
Sembra strano che uno che ha sempre parlato di Rock, di chitarre e suonato l’armonica riesca a proporre in un solo spettacolo tre generi così diversi tutti assieme, vero? Invece è andata proprio così.
A seconda dell’impatto che ad ogni brano si voleva dare, ecco l’ottimo Quartetto Flegreo in apertura di serata con gli archi a dare il via alle danze, per poi passare ad un set folk in solitaria (in stile Otto e Barnelli per intenderci) dove Bennato canta, suona la chitarra, tiene il tempo su di un tamburo e alterna l’armonica al kazoo, fino alla terza parte elettrica assieme ad un’affiatata banda di cinque musicisti.
Il titolo del tour forse lascia intendere che la scelta dei brani cadrà solo sulle tematiche della favola del burattino più famoso di sempre e al quale Bennato deve buona parte della sua notorietà, ma al contrario ci sarà spazio anche per altri brani della sua rispettabile discografia. Abbi Dubbi dava il titolo al disco del 1989 e dal quale ancora propone La luna, La chitarra e Vendo Bagnoli (Viva la mamma sarà la grande esclusa della serata), da Sono solo canzonette del 1980 (altro disco di successo), oltre al brano omonimo ci saranno Il Rock di Capitano Uncino e L’isola che non c’è.
E poi ancora Meno male che adesso non c’è Nerone, Rinnegato, Un giorno credi, In fila per tre, Le ragazze fanno grandi sogni (del 1995), e Pronti a salpare e La calunnia è un venticello, entrambi dalla sua produzione più recente del 2015.
Tra suggestivi video proiettati per accompagnare i brani e i racconti di Bennato, lo spettacolo giunge al termine e mi viene da pensare quanto tempo sia passato dalla sua ultima apparizione a Trieste.
Abbiamo atteso tanto ma questa sera ci siamo riscattati alla grande.

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste
Foto di Franco Pellizzaro

Il Teatro Rossetti di Trieste ha il piacere di iniziare la stagione dei grandi concerti proponendo lo spettacolo del cantautore napoletano Edoardo Bennato che sceglie di partire dalla nostra città con questa nuova avventura live che lo vedrà poi proseguire per ulteriori quattordici date in programma nei più rinomati teatri del nostro paese.
Dopo una breve pausa a seguito della conclusione del tour estivo, Bennato ritorna con Pinocchio & Company 2018, uno spettacolo chiaramente ispirato al più famoso burattino di sempre e al quale ha legato buona parte del suo successo, proponendo live ovviamente anche altri successi della sua rispettabile carriera.
Inizio previsto alle ore 21.00 di martedì 6 novembre per uno spettacolo particolare che riscatterà la lunga assenza da Trieste dell’artista partenopeo. Lo show messo a punto per questo nuovo tour prevede di andare ben oltre a quello che potrebbe essere un semplice concerto. Quanto andrà in scena sarà una vera esperienza emozionale dove ci saranno musica e video per un completo coinvolgimento del pubblico, e questo per confermare ulteriormente la creatività di Edoardo Bennato la cui carriera è iniziata nel 1973 con Non farti cadere le braccia e proseguita con venti dischi in studio fino all’ultimo Burattino senza fili 2017 che rivisitava i famosi successi nel quarantennale della prima pubblicazione.

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

TRIESTE – La curiosità era già tanta dallo scorso dicembre quando il concerto era stato annunciato poi, quando è partito il tour, recensioni e commenti on line ne parlavano in modo davvero soddisfacente.
Lo ammetto, dopo i primi video che sono circolati in rete, mi sono lanciato a vedere cosa David Byrne ci avrebbe servito per questa sua nuova avventura.
Una bestemmia per molti questo modo di soddisfare la mia curiosità, così come il poter scoprire in anticipo i brani suonati nei concerti già eseguiti consultando le scalette on line. Ma questi sono pregi e difetti della rete.
Da allora, ogni giorno la voglia di partecipare al concerto è cresciuta, anche se sapevo cosa avrei trovato in quella umida serata di luglio, ma l’entusiasmo non è venuto meno.
David Byrne è un artista a 360°, oltre che musicista è anche scrittore ed espositore. Forse non ci si ricorda della collaborazione con Ryuiki Sakamoto per la realizzazione della colonna sonora de L’Ultimo Imperatore di Bertolucci, e molti non sanno che ha scritto diversi libri (cito Diari della bicicletta e il saggio Come funziona la musica), inoltre non tutti sono a conoscenza che nel 1998 presentò lui stesso a Trieste la mostra Your Action World, da lui stesso realizzata ed esposta al museo Revoltella.
Quell’installazione esponeva, tra le altre cose, dei manichini che trovavamo riportati anche sulla copertina del disco Feelings del 1997 e, in occasione di questo concerto in Piazza Unità d’Italia, un rivenditore locale di arredi artistici, ha voluto rendere omaggio all’artista esponendo in vetrina due stampe che riproducevano un paio di questi soggetti.
Per il tour di Feelings, Byrne fece tappa in Regione per la prima volta con un concerto in Friuli per la rassegna Folkest. Poi ritornò una seconda volta nel 2009 a Grado per il festival Ospiti d’autore, per quello che era il tour Songs of David Byrne e Brian Eno (l’anno prima i due avevano pubblicato Everything that happens will happen today, dopo la prima collaborazione di My life in the bush of ghosts del 1981). Questa volta invece il disco si chiama American Utopia ed è stato pubblicato nel marzo di quest’anno.
Dal disco, per questo tour, verranno estratti sette brani, mente per gli altri si andrà a pescare anche dalla discografia dei Talking Heads.
Spettacolo, e che spettacolo, sabato 21 luglio a Trieste.
L’ultima delle tre date che hanno portato la città alla ribalta internazionale con la rassegna Live in Trieste, organizzata da Zenit srl e Azalea Promotion, in collaborazione con il Comune di Trieste e la Regione Friuli Venezia-Giulia, che hanno saputo scegliere sapientemente tre assi da calare in meno di una settimana.
Dopo Iron Maiden e Steven Tyler ecco un ulteriore spettacolo musicale ma un pò insolito, che offre assieme teatro, musica, ritmica e coreografie, su di un palco allestito in modo del tutto diverso rispetto a quanto siamo abituati.
Un semi perimetro composto da un muro di fitte e fini catene separa la scena dal backstage. Le luci dei palazzi della piazza svelano alla vista le sagome degli artisti, che tra poco appariranno, passando proprio attraverso le catene come fossero una tenda.
I dodici angeli dell’arte, scalzi, che per novanta minuti rapiranno il pubblico, indossano tutti un elegante completo grigio.
Oltre a Byrne sul palco ci sono anche due coristi, un bassista, una chitarrista, un tastierista e sei percussionisti. Tutti, nessuno escluso, con strumenti e microfoni wireless per permettere loro di muoversi e disporsi sul palco in totale libertà e dare forma alle coreografie studiate per ogni brano, rendendo così questo show concettuale più che un concerto, una rappresentazione per stupire.
Byrne in prevalenza canta, suona poco durante il set, e in quelle rare occasioni imbraccia una chitarra bianca fornita da un braccio che spunta attraverso la tenda di catene, mentre i musicisti entrano ed escono di scena a seconda di cosa prevede il copione.
Da dietro alle catene, a seconda dell’illuminazione fornita dalle luci di scena, si riescono a scorgere nel backstage gli espositori delle innumerevoli percussioni usate dai sei fondamentali musicisti ritmici per i quali andrebbe fatto un discorso a parte. Precisi ed essenziali, coreografici e di supporto musicale l’uno dell’altro, che nel corso dello show cambiano svariate volte gli strumenti a seconda delle esigenze musicali.
Sembra di ascoltare un unico batterista quando si tratta di Pop Rock, ma diventano una batteria brasiliana con tanto di berimbau e cuìca, che perfettamente disegna incastri e produce stacchi di tradizione tropicale o di matrice Afro.
In questo fantastico ensemble troviamo Mauro Refosco, storico collaboratore (ultra ventennale) di Byrne (e non solo), percussionista completo e di eccellente formazione (perdonate le lusinghe, ammetto trattarsi di una debolezza dovuta a gusti percussivo-musicali).
I novanta minuti scorrono via veloci, c’è un solo bis composto da due brani e qualcuno spera in Psycho killer che purtroppo per questa volta rimane fuori dalla setlist.
Ma c’è ben poco da lamentarsi, e anche per la durata dello spettacolo, non sento alcuna osservazione al merito.
E ovvio, dopo uno spettacolo così, che cosa vuoi dire?

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

Foto di Simone Di Luca

Un artista completo, che spazia in diversi campi e con riconoscimenti pregiati che lo hanno confermato come tale. Musicista, compositore, fotografo e regista e attualmente in tour con questo nuovo spettacolo che già sta riscuotendo innumerevoli consensi positivi, David Byrne arriverà a Trieste sabato 21 luglio a concludere la settimana dei concerti triestini svoltasi nella stupenda cornice di Piazza Unità.
Al suo quarto passaggio regionale, il secondo in città (il precedente risale al 1998 per un’esposizione al Museo Revoltella), non poteva esserci una location più adatta per poter assistere alla nuova performance di Byrne che proprio qui si congederà dal pubblico europeo con l’ultima data di questo tour che accompagna American Utopia, nuova pubblicazione dello scorso marzo.
Unica data nel Nord-Est del nostro paese, per certi versi un’esclusiva locale che soddisfa anche il pubblico delle vicine repubbliche.
Non si tratterà del solito concerto ma di qualcosa di raffinato che appagherà ben più del solo udito e non a caso la scelta della sapiente organizzazione a cura di Zenit srl e Azalea Promotion è caduta proprio su Piazza Unità d’Italia.
Una serata che ci darà la possibilità di ascoltare brani delle sue produzioni soliste, brani dei mai dimenticati Talking Heads da lui fondati, e delle sue svariate collaborazioni con incredibili colleghi.
Difficilmente si potrà assistere nuovamente ad uno spettacolo simile. Si consiglia di disdire impegni e appuntamenti ed andare a godersi lo spettacolo.

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

TRIESTE – Una “due giorni” che ha fatto di Trieste, e la sua splendida Piazza dell’Unità, il centro della musica rock perlomeno a livello europeo.
Zenit srl e Azalea Promotion, in collaborazione con il Comune di Trieste, hanno portato nella nostra città artisti che, alla faccia dell’età anagrafica, hanno incantato le migliaia di fans accorsi da ogni dove per gustare e vivere con il giusto spirito rock’n’roll dei concerti straordinari e, forse, difficilmente rivedibili.
Iron Maiden: quì le parole non basterebbero per descrivere la professionalità, esperienza, mestiere e divertimento che i “ragazzotti” inglesi riescono ancora a portare sul palco.
Probabilmente è corretta la definizione data da un fan al termine della loro performance: “La più grande live band del mondo, punto!”.
Tour, questo “Legacy of the beast”, che propone una scaletta con tutti i classici (a parte Wasted years) che i fan amano e “vivono”, specialmente nel pit, come non ci fosse un domani.
Ma vista la linfa vitale che ancora pervade tutti i membri della band, nessuno escluso, possiamo credere che un ipotetico farewell tour sia ancora lontano.
Trieste ultima data di questo tour estivo ma, nelle parole del frontman Bruce Dickinson e nel tweet della band, un ringraziamento e una “quasi” promessa: “Thank you, Trieste.. what an amazing place to have a show! Until next time!”
Steven Tyler: vero “animale” da palcoscenico, 70 anni e non sentirli, icona rock a livello planetario! Tutto questo, però, forse non basta a giustificare un ritardo sull’inizio della sua performance, che si è avvicinato all’ora. Da dire, a sua discolpa, che girano voci su dei problemi tecnici che hanno fatto slittare l’inizio dello show, anche con suo tangibile disappunto.
Al di là di questi problemi e di un paio di brani per “scaldare” la voce, lo spettacolo portato sul palco da Stefano Tallarico (ha scherzato pure lui sulla sua origine calabrese e sul suo nome) è stato coinvolgente, ricco di brani storici degli Aerosmith, ma anche di versioni “cover” di brani dei Beatles e Led Zeppelin (I’m down, Come together e Whole Lotta Love) o interpretati da miti del passato come Janis Joplin (Mercedes Benz e Piece of my heart).
Band non al suo (ancora altissimo) livello, specialmente sui brani ex-Aerosmith, ma con alcune individualità apprezzabili (batterista e armonicista in primis).
Due eventi che lasciano, quindi, un segnale molto positivo sia sulla potenzialità di Trieste come polo attrattivo per eventi legati al rock, con relative e non disprezzabili ricadute commerciali ed economiche sul territorio che, nuovamente, sul pregiudizio sbagliato che “il popolo del rock” sia formato da persone incivili, rissose, drogate e cattive. La riprova è stata data anche stavolta! Rock On!

Andrea “Mr. Rock” Sivini per Radio City Trieste

Foto Simone Di Luca

TRIESTE – Uno dei migliori rock vocalist di tutti i tempi! Signore e signori Mr. Steven Tyler!
Questa sera a Trieste nella splendida cornice di Piazza dell’Unità d’Italia risuoneranno, ma non solo, le note dei classici degli Aerosmith, band culto alla quale la rock star americana ha saputo dare, con la particolarità della sua voce, fama e gloria a livello mondiale.
Un’altra stella della musica facente parte del trittico, assieme ad Iron Maiden e David Byrne, dell’evento Live in Trieste, organizzato da Zenit srl e Azalea.it con il patrocinio del Comune di Trieste.
Vincitore di numerosi Grammy, American Music e Billboard Music Awards, lo show di Steven Tyler, accompagnato dalla band The Loving Mary, sarà preceduto da The Sisterhood Band,  duo formato da Ruby Stewart, figlia di Rod Stewart, e da Alyssa Bonagura.
Apertura porte ore 18.30, inizio concerti ore 21.

TRIESTE – E finalmente è giunto il momento! In una delle piazze più belle d’Europa arrivano i miti dell’ heavy metal, gli IRON MAIDEN, gruppo inglese che dal 1980 è diventato rapidamente una delle band più rappresentative della scena musicale mondiale.
Steve Harris, Dave Murray, Bruce Dickinson, Janick Gers, Nicko McBrain e Adrian Smith saliranno sul palco di Trieste, organizzazione Zenit srl e Azalea Promotion, per un concerto del tour “Legacy of the beast”, con uno spettacolo assolutamente da non perdere, ricco di eventi scenografici stupefacenti, oltre alla grande musica che, nel corso degli anni, ha portato al sestetto britannico svariati dischi d’oro e di platino.
Apertura porte alle ore 17, poi di seguito gli openers The Raven Age, Rhapsody of fire e Tremonti, e quindi inizio dello spettacolo della “Vergine di ferro”.
UP THE IRONS \m/

TRIESTE – L’estate musicale 2018 di Trieste si tinge di rock ‘n’ roll, quello “buono”, quello “importante”, quello “storico”!
Il top in tre giorni nella più bella piazza d’Europa (e non solo) che accoglierà, in sequenza, IRON MAIDEN, STEVEN TYLER e DAVID BYRNE.
Trieste come una delle capitali europee dei grandi eventi “live”, con tre concerti di band e artisti che hanno scritto alcune delle pagine leggendarie del Rock e della musica in generale.
A dare il via a  Live in Trieste 2018 sarà la storica band degli Iron Maiden martedì 17 luglio, con l’unico live italiano nel Nordest del “Legacy of the Beast Tour”.
A seguire mercoledì 18 luglio il mitico Steven Tyler, frontman degli Aerosmith, icona del rock mondiale, nel suo nuovo progetto con la Loving Mary Band.
Per chiudere, in bellezza, sabato 21 luglio sarà il turno di David Byrne, fondatore e anima dei Talking Heads, band innovatrice e sperimentatrice, colonne del pop-rock già dagli anni ottanta.
Gli eventi di Live in Trieste 2018 sono organizzati da Zenit Srl e Azalea Promotion, in collaborazione con Comune di Trieste, Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG.
Buon Rock a tutti!

UDINE – Essere capaci di saper sfruttare al meglio le carte che ti sono state fornite e riuscir a creare qualcosa di veramente interessante.
Ne abbiamo avuto prova il 13 luglio al Castello di Udine con lo spettacolo di Cosmo (Marco Jacopo Bianchi all’anagrafe), dove è stato offerto uno show moderno rivolto al pubblico amante della scena Dance, per lo più composto da persone molto giovani.
Una pregevole serata organizzata da Vigna Pr e da Homepage Festival, andata in scena per l’omonima rassegna e alla quale hanno preso parte per l’apertura di questo evento anche la band locale gli Amari e i Santii.
Lo show di Cosmo, entrato a far parte nel circuito dei grossi eventi live, non ha nulla da invidiare ad altri suoi colleghi, e propone qualcosa che difficilmente si potrebbe dire possa essere prodotto nel nostro paese. Già più volte nella nostra Regione anni addietro assieme ai suoi Drink to me, Cosmo ritorna dopo il suo ultimo passaggio triestino del dicembre 2016, quando già faceva ballare e sballare.
Questa volta invece porta la sua carovana in Friuli dopo una nutrita serie di concerti e partecipazioni a notevoli eventi  come il concerto del Primo maggio che ne hanno confermato la qualità e amplificato la notorietà.
Nella musica e nei spettacoli di Cosmo è possibile ascoltare e trovare di tutto. L’udito gode di sonorità forse insolite per il pubblico di massa e che vengono ricercate tra quanto offerto già trent’anni fa, mischiato con quant’altro realizzato più di recente o che va di moda oggi.
L’allestimento del palco invece propone spettacoli conditi con potenti effetti luce degni di un ottimo rave, mentre on stage un set live realizzato assieme ai due percussionisti Mattia e Roberto riportano alla memoria quanto potevamo vedere negli show televisivi degli anni ’80 anche grazie al dress code scelto per andare in scena.
Qualcuno forse ha da ridire sul cantato in lingua italiana e sul suono della voce, ma secondo me la chiave di tutto sta proprio in questi due elementi, che s’incastrano perfettamente con il resto del prodotto e che vengono individuati soltanto in un secondo momento quanto il danno è già stato fatto e la sua musica ha già creato uno stato di strano ma piacevole compiacimento.
L’impianto diffonde musica sublime e limpida, la gente balla al ritmo della potente e arrogante cassa mentre sul palco si assiste all’offerta live delle produzioni sin qui realizzate e ad un set alla consolle che vede protagonista questa volta il solo Cosmo.
Chiusura ovviamente con L’ultima festa.
Serata davvero sorprendente. Uno dei migliori spettacoli in circolazione in questo momento.
E il nome dell’evento non poteva essere più azzeccato scegliendo appunto La festa in Castello.

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

Foto di Fabrice Gallina