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GUBBIO – Dopo il successo sul Padova, magari ci si aspettava qualcosa di più. La Triestina torna invece da Gubbio con il pareggio ottenuto in recupero al termine di una partita che ha visto i protagonisti in campo piuttosto nervosi.
Primo tempo molto avaro di emozioni: per gli alabardati solo un tiro alto di Porcari ed un colpo di testa di Bracaletti finito poco lontano dal palo.
Forse anche un possibile rigore per fallo su Arma, tirato giù al momento in cui avrebbe potuto far male. Niente per l’arbitro, ma l’episodio ha poi acceso gli animi con qualche colpo proibito su cui l’arbitro ha preferito sorvolare.
Nella ripresa, Triestina più convincente e subito vicina al vantaggio con Arma servito da Pozzebon, ma il portiere di casa fa il miracolo.
Al primo tentativo dei padroni di casa il risultato si sblocca: tiro dalla distanza di Ricci, Boccanera respinge ma in agguato c’è Casiraghi che spinge in pallone in rete, malgrado il tentativo disperato di Lambrughi.
Per fortuna la Triestina trova il pari quasi subito. Palla spizzata al limite dell’area da Arma e gran destro di potenza di Mensah con palla sotto la traversa.
Ci prova fino alla fine la Triestina ma il pari non si schioda.
Domenica prossima al Rocco contro il Fano.

Guerrino Bernardis per Radio City Trieste
Sport in the City ogni lunedì dalle 18 su www.radiocitytrieste.it

TRIESTE – L’Alma spreca il primo match point per chiudere al primo posto la stagione regolare. Lo fa nella partita più attesa dell’anno, davanti ad un pirotecnico e coloratissimo sold out: pre partita spettacolare con coreografia da coppa europea.
La spinta dei 7000 dell’Alma Arena si fa sentire da subito: Trieste parte di slancio grazie a Mussini ed alla precisione da fuori di Bowers.
L’americano, però, dopo pochi minuti è costretto ad uscire temporaneamente dal parquet a causa di un colpo fortuito all’arcata sopracigliare.
Per Trieste si spegne la luce in attacco, ed Udine grazie soprattutto ad una difesa molto attenta riesce a ricucire velocemente gli 8 punti di scarto.
Dopo un primo quarto in cui si segna molto poco (15-11 il parziale), le squadre iniziano ad alzare i colpi nella seconda frazione.
Entra Caupain e si presenta con una tripla, continuando poi con discreta personalità a gestire gli attacchi udinesi, nonostante l’esordio fuori casa in una partita complicatissima.
Trieste difende malissimo sui tiratori avversari, intestardendosi poi in attacco con iniziative sporadiche ed improbabili di Da Ros. Green con una schiacciata tenta di cambiare l’inerzia del match, Dykes replica con 4 punti di seguito, il primo tempo si chiude così sul 32-34.
Terza frazione sulla falsariga della precedente. Iniziative isolate e sporadiche in attacco, grande difficoltà in difesa, dove si registrano varie disattenzioni anche sotto canestro: la frazione si chiude sul 44-51.
Negli ultimi 10 minuti, con Trieste abulica e totalmente bloccata in attacco, Udine vola sul +10, ma non riesce ad uccidere il match.
Prima Cavaliero e poi Mussini confezionano un 8-0 che riporta sotto i padroni di casa a 2 minuti e mezzo dal termine.
Si gioca sul filo della parità, con Trieste che riesce a mettere il naso avanti sul 61-60 con una bomba di Cavaliero. Gli ultimi secondi vedono Green insaccare un 1/2 dalla lunetta per il pareggio e Dykes che sbaglia il tiro della vittoria.
Overtime tesissimo, in cui Trieste riesce finalmente a penetrare con un paio di pick and roll ben eseguiti su Bowers.
Ad una manciata di secondi dal termine vola sul +2, Benevelli sbaglia l’ultimo tiro ma Raspino recupera la palla vagante e mette il canestro del pareggio da sotto.
Secondo overtime senza storia, nonostante l’uscita per falli dei lunghi udinesi. Trieste non segna più nè da fuori nè da sotto, Cavaliero perde alcuni sanguinosissimi palloni ed Udine addormenta il match una volta accumulati quei 6-7 punti che porterà fino al termine.
Ora il primo posto è a rischio ma ancora nelle mani della squadra giuliana: le vittorie di Casale e Bologna costringono però i ragazzi di Dalmasson a vincere in trasferta a Montegranaro domenica prossima, impresa tutt’altro che semplice.
Francesco Freni per Sport In The City
in onda ogni lunedì alle 18:00 su Radio City Trieste
PIACENZA – Nuova trasferta, stessa musica per la squadra di Dalmasson. Nonostante la posta in gioco sia di capitale importanza per Trieste, che con una vittoria si porterebbe a casa una buona fetta di primato al termine della regular season, la squadra di Dalmasson cade nell’ormai cronica abulia “on the road”, e fa di tutto per lasciare i due punti ai padroni di casa. A togliere le castagne dal fuoco ci pensa però l’ultimo arrivato Federico Mussini: il playmaker di scuola reggiana non trema nei secondi cruciali, e cambia l’epilogo di un match che solo qualche settimana fa sarebbe inesorabilmente finito in modo diverso.
Partenza abbastanza equilibrata, con Bowers che come di consueto colpisce con precisione da fuori. Improvvisamente l’attacco triestino si blocca, rifugiandosi in iniziative personali estemporanee, isolamenti improbabili, giochi prevedibili che rendono facilissimo il lavoro della difesa piacentina.
Il timeout di Dalmasson non ferma l’emorragia, che si dilata fino ad un inaspettato 27-10.
Mussini prova a invertire l’inerzia, il suo impatto sul match pare sortire gli effetti sperati. A cavallo fra primo e secondo quarto propizia un parziale di 12-0 che rimette i giuliani in carreggiata, sebbene la qualità del gioco, specie in attacco, non pare particolarmente migliorata.
Piacenza chiude il primo tempo sul +8 (36-28) senza sforzo apparente, con l’Alma al minimo stagionale di realizzazioni.
Nella terza frazione non si assiste allo sperato cambio di marcia: tanta approssimazione e soluzioni sporadiche consentono ai padroni di casa di mantenere sostanzialmente inalterato il distacco. Una bomba di Baldasso, frutto di iniziativa personale, cambia però l’inerzia della partita.
Trieste si fa sotto anche grazie all’innesco del suo uomo in più, un Green a tratti inarrestabile che con una schiacciata ed un gioco da tre punti riporta avanti la sua squadra.
Trieste si porta prima a +6, poi con Prandin addirittura a +9. L’Alma formato trasferta ha però insegnato ai suoi tifosi che non è quasi mai capace di “uccidere” l’incontro, ed infatti Piacenza si rifà sotto in un amen.
Si procede su binari di sostanziale parità fino ai secondi finali, quando Mussini dà una dimostrazione di classe: insacca una bomba fondamentale e non trema dalla lunetta insaccando 6 tiri liberi su 6. Piacenza sbaglia con Reati (peraltro lasciato libero) i tiri da 3 del potenziale pareggio e Trieste porta a casa due punti brutti ma pesantissimi: grazie alla sconfitta di Casale, una vittoria nel derby di domenica prossima potrà infatti garantire matematicamente il primo posto assoluto.

Francesco Freni per Sport In The City
in onda ogni lunedì alle 18:00 su Radio City Trieste

TRIESTETriestina al limite della perfezione: la squadra di Princivalli mette sotto il Padova ben più di quanto non dica il risultato, grazie ad una prestazione intensa in ogni parte del campo.La Triestina di oggi al Rocco vale ben più dell’attuale posizione in classifica e viene il magone a ripensare a quanti punti la squadra, pur giocando quasi sempre bene, ha lasciato per strada.
Era una partita più che importante: gli ultimi risultati poco confortanti avevano minato la sicurezza dei play-off, ma questo successo e, soprattutto, il modo in cui l’ha ottenuto, fanno sperare bene per il finale di campionato che sarà comunque caldissimo.
Triestina subito avanti, Padova che si fa vedere con due conclusioni di Zambataro e Pulzetti, ma in breve gli alabardati prendono il comando.
Una conclusione di Mensah dal fondo viene ribattuta dal portiere, poi Arma manda alto dal limite e, poco prima della mezzora, il vantaggio. E’ Coletti a trasformare con una perfetta traiettoria una punizione poco lontano dal limite.
Si gioca molto a centrocampo, portieri quasi mai in pericolo ed anche nella ripresa il copione non cambia.
Padova necessariamente all’attacco e al quarto d’ora Pinzi calcia una punizione che non va lontano dai pali e subito dopo, gran contropiede alabardato con palla al limite appoggiata da Mensah a Bracaletti che spara deciso ma la sfera si alza di qualche centimetro sulla traversa.
Si continua a lottare fino alla fine: la Triestina si difende bene, non corre pericoli, ci prova con le ripartenze ma anche le forze vanno scemando.
Intanto ci sono tre punti fondamentali nella rincorsa ai play-off, sicuramente rigeneranti in vista di domenica prossima con la squadra attesa alla trasferta di Gubbio.

Guerrino Bernardis per Radio City Trieste

Commenti e reazioni nel corso di SPORT IN THE CITY in onda dalle ore 18 di lunedì su www.radiocitytrieste.it

TRIESTE – La legge dell’Alma Arena viene imposta anche oggi dal team di coach Dalmasson al cospetto di una squadra ospite che per gran parte del match non mette in campo il mordente, la motivazione e l’intensità che sarebbero stati indispensabili per pensare di espugnare il campo della capolista.
Ancora fermo Juan Fernandez, vittima di un misterioso (ma a quanto pare piuttosto grave) problema muscolare, è il giorno dell’esordio del nuovo acquisto Federico Mussini, play ventiduenne di ottime speranze arrivato appena venerdì a Trieste da Reggio Emilia. Mussini, superati i primi istanti di visibile emozione, sconta un po’ la naturale estraneità ai meccanismi di Dalmasson, specie in attacco, ma mostra sprazzi di classe, chiude in doppia cifra e dimostra di poter diventare uno dei sicuri protagonisti di questo finale di stagione.
La cronaca: Verona si mette subito a zona, a tratti adattandola con soluzioni ad uomo, e ci resta fino al termine del match.
Quello che fino a qualche settimana fa era il peggior incubo per l’attacco biancorosso viene ora affrontato con molto ordine, evitando soluzioni estemporanee dei singoli: vengono invece sfruttati tutti i 24 secondi trovando quasi sempre la soluzione più adatta, sia dall’arco che da sotto.
Prova ne sia che la prima frazione, nonostante la grande vena realizzativa di Amato fra gli ospiti, si chiude con Trieste a quota 29.
Prandin imperversa sui 28 metri, mette enorme pressione sui portatori di palla, si fa trovare pronto al tiro, non disdegna la penetrazione.
Da Ros, dal canto suo, conferma il suo stato di grande forma, giocando spesso per i compagni (risulterà alla fine il miglior assist man della squadra) e sacrificandosi in difesa con raddoppi anche sugli esterni.
Il divario raggiunge la doppia cifra verso la fine dei primi venti minuti, e si dilaterà ulteriormente nel terzo quarto, grazie ad una prova sopra le righe da oltre i 6,25.
Negli ultimi 5 minuti Verona intensifica l’aggressività della zona difensiva e, complice il gioco in pieno controllo di Trieste, riesce a limare un divario che aveva raggiunto i 18 punti avvicinando l’Alma fino a 7 punti ad un paio di minuti dalla sirena.
Reazione, però, troppo tardiva: la bomba di Baldasso mette la parola fine ad ogni discorso sul risultato e porta in dote due punti dall’enorme peso specifico, nella giornata in cui Bologna supera Montegranaro e Udine cade in casa, allungando dunque la classifica nelle prime posizioni.
Ora Trieste dovrà affrontare la trasferta in casa di una Piacenza ormai tranquilla, e poi il derby che potrebbe sancire la certezza matematica del primo posto nella stagione regolare.

Francesco Freni per Sport In The City
Ogni lunedì alle 18:00 su Radio City Trieste

JESI – Trieste torna sul luogo del delitto dopo tre settimane dalla debacle in Coppa Italia che le aveva fatto toccare l’apice della crisi di gioco e risultati.
Nella partita che poteva sancire la certezza quasi matematica del primo posto alla fine della stagione regolare, fallisce il colpo del KO e si arrende dopo due tempi supplementari al cospetto di una squadra con rotazioni limitate ma di alta qualità e due americani fra i migliori della categoria.
La partita scivola via su binari di sostanziale equilibrio, con Trieste a sfruttare il maggior peso e la migliore tecnica sotto canestro e Jesi a sfruttare gli esterni.
Primo quarto in cui si segna pochissimo, con le due squadre clamorosamente imprecise al tiro.
Percentuali che lentamente migliorano nel corso della seconda frazione, con l’Alma che vede rintuzzare ogni tentativo (blando) di fuga.
La zona match up provata dai padroni di casa nel terzo quarto non sortisce particolari effetti, soprattutto grazie alla vena realizzativa del tandem Da Ros-Green.
Trieste raggiunge lentamente i 7 e poi i 9 punti di vantaggio, ma Jesi non si scompone e risponde colpo su colpo.
I suoi americani si “accendono” improvvisamente ed il vantaggio esterno viene completamente azzerato dal 60-67 al 67 pari, complici anche un paio di improvvide e leziose quanto sterili giocate spettacolari in contropiede, peraltro fallite. Trieste ha comunque l’occasione di chiuderla al 40’ ma prima Javonte Green e poi Rinaldi per Jesi sbagliano il tiro della vittoria e si va all’overtime.
L’Alma parte bene con 5 punti di fila di Da Ros, ma Hasbrook e Green ormai sono “on fire” ed anche con un po’ di fortuna riprendono la capolista.
Al secondo overtime Trieste, pur partendo bene con Bowers si blocca completamente in attacco evidenziando i suoi atavici difetti nella gestione delle situazioni punto a punto.
Jesi indovina tiri impossibili e finisce con un insperato +7. Occasione gettata al vento da Trieste per godersi un finale di stagione regolare tranquillo, ma primato solitario conservato grazie alla pesante sconfitta di Bologna.
Classifica, però, ora molto più schiacciata al vertice con il prepotente rientro di Treviso e Montegranaro.

Francesco Freni per Sport in the City
in onda ogni lunedì alle 18:00 su Radio City Trieste

TERAMO – Se la “pareggite” della Triestina faceva storcere il viso a più d’uno, cosa dire adesso dopo la sconfitta di Teramo.
L’Unione è davvero in cattive acque e rischia di cancellare le non tantissime cose buone fatte con un’altra prestazione mediocre, contraddistinta dal solito svarione difensivo e dall’attacco – che stavolta aveva addirittura quattro pedine – sempre più in difficoltà.
Non è cambiato granchè rispetto le ultime prestazioni, a parte che nelle precedenti uscite almeno il punticino arrivava. Princivalli prova il modulo con due soli centrocampisti dietro a Mensah e Petrella larghi sulle fasce ed Arma e Pozzebon centrali.
Alla fine, ancora una volta al minimo le conclusioni verso la porta avversaria.
Insomma, un’altra partita ed un’altra prestazione da dimenticare: la situazione non è allegra e anche la griglia play-off comincia ad essere in pericolo.
Ora ci son due settimane di pausa per rigenerarsi grazie al turno di riposo che tocca agli alabardati: di tempo per riflettere e di tempo per recuperare gli infortunati.
Poi, alla ripresa, il derby con la capolista Padova.
Guerrino Bernardis per Radio City Trieste
Sport in the City ogni lunedì dalle 18 su www.radiocitytrieste.it

Triestina logoTRIESTE – Un rigore al 95′ salva da una mezza figuraccia la Triestina: il derby con il Pordenone è tutto meno che una bella partita che gli ospiti si son trovati ad un niente da vincere senza nemmeno troppo merito.
La squadra alabardata gioca di più nel primo tempo, s’imbatte in due pali, poi nella ripresa perde il filo del gioco e, una volta subito il gol dei neroverdi, va in netto affanno.
Stavolta la fortuna non gira la testa e rimette a posto il risultato grazie ad un atterramento di Codromaz che poi Arma, dal dischetto, trasfortma nel pareggio.
Prima frazione di gioco della Triestina: due volte Arma, Pozzebon, Meduri da lontano e ancora Pozzebon che, servito da Pizzul, entra in area e spara con palla deviata dal portiere che incoccia palo e traversa.
Una conclusione da lontano di Petrella e ancora Pozzebon che, in area, su cross di Arma, girta in porta: ancora palla sul palo.
Ripresa: un colpo di testa pordenonese provoca qualche brivido a Boccanera che, al quarto d’ora, si vede arrivare davani, servito da un’imboccata perfetta, Zammarini che non manca l’occasione.
Alabardati disorientati: tutti avanti ma sempre respinti: due tentativi di Petrella e di Porcari vengono neutralizzati e, proprio all’ultimo assalto, pallone in area, Codromaz controlla ma viene atterrato: rigore che Arma trasforma di forza e sospiro di sollievo generale.
Domenica, trasferta a Teramo, alla caccia di un successo dopo cinque pareggi consecutivi.

Guerrino Bernardis per Radio City Trieste

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Alma Basket TriesteTRIESTE – Il giorno dell’Allianz Wall porta in dono ai tifosi triestini una nuova consapevolezza: l’Alma è tornata.
L’impressione che la clamorosa debacle in Coppa Italia possa essere stata lo spartiacque della stagione si sta rivelando veritiera: dopo la vittoria esterna a Roseto, frutto di lavoro di squadra e grande volontà nel finale, oggi Trieste ritrova lucidità, intensità ed idee, ed annichilisce un avversario che alla vigilia poteva riservare qualche insidia.
Si parte, come consuetudine, ad handicap con la conferma di un Fernandez ancora fermo ai box.
Gli ospiti cominciano con la difesa a zona, ma la Trieste di oggi riesce a trovare soluzioni adeguate con Cavaliero da fuori e soprattutto con un ritrovato Cittadini, tornato in splendida forma. Buona la difesa dei lunghi triestini sull’MVP Mike Hall, che non riesce ad entrare in partita.
Il primo quarto si chiude comunque in sostanziale equilibrio sul 21-16, con ospiti sostenuti dalle conclusioni da fuori di Cortese.
Il secondo quarto è segnato dal rientro di Teo Da Ros, giocatore del quale l’Alma non può fare evidentemente a meno: il lungo milanese infila 8 punti di seguito imperversando sui 28 metri e consentendo il primo allungo di Trieste, che prende in mano l’inerzia del match senza più lasciarla.
Cittadini, dal canto suo, continua ad insegnare pallacanestro, e chiude la frazione a 12 punti. Il punteggio a metà gara dice già 40-29.
Il terzo quarto accende le polveri dei frombolieri triestini, con Ferrara che si blocca completamente in attacco.
Green, quando attacca sopra il canestro, non ha eguali, e viene puntualmente innescato dai compagni regalando spettacolo ai 6000 del Palatrieste prima con un alley up, poi con una rovesciata a due mani.
La frazione si chiude sul 70-48, e la gara si può considerare virtualmente chiusa. Il solo Hall, in casa estense, sfrutta la sua esperienza e la sua abilità per subire qualche fallo e poco più, ingaggiando una piacevole sfida tecnica personale con Teo Da Ros.
C’è il tempo per un altro affondo ad una mano in contropiede di Woo Green (che si merita la standing ovation finale) e la partita scivola via veloce, con difese ormai allentate, fino al 90-72 finale.
La sconfitta casalinga all’ora di pranzo di Bologna per mano di Treviso (ora vera mina vagante nei playoff) ridona a Trieste la vetta solitaria, posizione che aveva peraltro occupato per gran parte della stagione.
Ora la trasferta sul famigerato campo di Jesi potrà consolidare il grande momento della squadra e lanciarla definitivamente verso il primo posto finale in regular season.

Francesco Freni per Sport In The City
Ogni lunedì alle 18:00 su Radio City Trieste

Triestina logoSANTARCANGELO DI ROMAGNA – Ancora una volta, la Triestina delude: ottiene un punto sul campo del Santarcangelo, ma riesce a strapparlo dopo esser stata due volte in svantaggio, contro una squadra non certo trascendentale. Unica possibile scusante, le diverse assenze, da Coletti a Bariti,  che costringono Princivalli a presentare una formazione inedita in cui torna in difesa Aquaro e gioca in mediana Finazzi con l’attacco a due punte, Mensah-Pozzebon.
Inizio davvero difficile per la Triestina che, dopo un tentativo di Piccioni fermato da Boccanera, va sotto con una ribattuta di Briganti su tiro dalla distanza.
Alabardati in difficoltà, comunque ci provano Acquadro e Porcari ma senza risultati.
Petrella per Finazzi nella ripresa ed arriva subito il pari con un sinistro al volo di Mensah assistito da Petrella. Sembra il momento giusto per passare avanti, invece sono i padroni di casa ad approfittare ancora e vanno a segno con Piccioni che sfrutta l’indecisione della difesa rossoalabardata.
All’inseguimento di nuovo e il pari arriva grazie ad un’invenzione di Pozzebon da oltre 20 metri che sorprende il portiere avversario.
Ultimi assalti della squadra di Princivalli con Arma che viene fermato dalla traversa e con Mensah che manda di poco fuori.
Il risultato non cambia, con il tredicesimo pareggio si allunga la serie positiva ma la classifica non migliora: unica soddisfazione sono tornati i gol.
Ennesima verifica in casa mercoledì sera nel derby al Rocco con il Pordenone.

Guerrino Bernardis per Radio City Trieste

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