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TRIESTE – A partire dalle ore 18, in diretta streaming dal Centro Marenzi – A.C.A.A.R. di via dell’Istria 102, la grande FESTA DI FERRAGOSTO assieme ai conduttori/dj e alla musica, oggi “esclusivamente” fine anni ’70, di RADIO CITY TRIESTE !!!
Si alterneranno alla console, con i seguenti orari: 1800 – 1850 Eva Trinca 1850 – 1945 Alessandro Desco + Silvano Operetta 1945 – 2040 Michele Marolla  2040 – 2135 Marino Attini 2135 – 2230 Andrea Rock Sivini + Massimo Barzelatto 2230 – 2330 Massimo Detroit
Una grande serata
di divertimento con musica, griglia di carne e birra alla spina (e bibite varie) e la mostra permanente dei quadri della pittrice Marinella Nurchis.

Vi aspettiamo numerosi!!!!

 

© Simone Di Luca

MAJANO – Quest’anno le condizioni meteo hanno veramente ostacolato gli spettacoli e i concerti all’aperto. Tanti gli eventi annullati, molti quelli iniziati dopo ore di interminabili attese che smettesse di piovere oppure spettacoli in cui ci si godeva solo in parte la serata in quanto gli occhi erano sempre rivolti al cielo.
E poi ci sono stati i concerti posticipati all’ultimo momento come lo è stato quello di Calcutta a Majano, riprogrammato per la settimana successiva.
Considerando il cambio di programma, l’artista laziale è stato il terzo dei quattro nomi saggiamente scelti dall’organizazione professionale di Azalea per questo mini festival andato in scena presso la 59° edizione della rassegna enogastronomica e culturale della cittadina friulana (gli artisti inseriti in cartellone sono stati The Darkness, Jethro Tull e i Pink Sonic che chiuderanno la rassegna il 10 agosto).Ma veniamo al concerto, questo spettacolo che tanto è stato atteso, un vero evento che ha avuto come protagonista Calcutta, autentico fenomeno della scena indipendente di casa nostra che ha fatto breccia sia nei cuori del pubblico che della critica.
Ma chi è questo Calcutta il cui nome d’arte stona per essere un musicista? Chi è questo ragazzo che veste una felpa, porta la barba e indossa un cappellino sopra la zazzera, e che potrebbe ricordare di più il garzone dell’ortofrutta sotto casa, ma in realtà scuote sentimenti e sensazioni con le sue canzoni?
Edoardo D’Erme, questo il suo nome all’anagrafe di Latina dal 1989, inizia la sua storia sette anni fa debuttando con Forse… che cattura l’attenzione e pone le basi di quello che sarà il riconoscimento del pubblico giovane, e non solo, come si è potuto vedere al concerto di Majano.
Poi nel 2015 arriva Mainstream, secondo capitolo con il quale il nostro irrompe in tutti i circuiti con il singolo Oroscopo, una piacevole suite notturna come piace a me definirla.
Tutte le sue canzoni le sento notturne, perché le trovo perfette per essere ascoltate di notte, quando a casa ci si lascia andare senza pericolo alcuno di venir disturbati. Calcutta sorprende, affascina e intriga come tutta la nuova scena italiana dei cantautori, generazione di artisti che ai più anziani e puritani non riesce ad andare giù, anche se non vedo spiragli possibili per fare paragoni e tirare le somme.
Calcutta è un artista giovane e come tale si esprime e si rivolge al pubblico. Spiazzante è il potere evocativo delle sue melodie capaci di creare situazioni perfettamente nitide alla mente dell’ascoltatore, dove malinconia e romanticismo presenti nei testi propongono situazioni di vita in contesti urbani o di periferia che mi rimandano ad alcune desolazioni rappresentate nel film L’amico di famiglia di Sorrentino.


© Simone Di Luca
Gli undici musicisti saliti sul palco mi sembrano tanti per una serata così (senza contare i tecnici audio, luci e video che hanno allestito e gestito uno spettacolo davvero interessante), ma penso che la produzione abbia fiducia in questo nome e di conseguenza metta a disposizione una buona squadra, che forse è meglio chiamare team in riferimento al collettivo del cartone animato di Holly e Benji, serie omaggiata da Calcutta e la sua band indossando la maglia della New Team, squadra protagonista delle imprese del noto manga.
La scelta dei brani ovviamente include tutte le hit di maggior successo, ma c’è spazio anche per altri brani meno noti come Hubner (da Evergreen del 2018), dedicato al gran calciatore muggesano di metà anni ’90.
Ed a me, che sono della sua stessa zona, sembra veramente strano che il campanilismo di queste parti non abbia mai portato alla luce la storia di questa pregiata dedica.
C’è ancora della strada da fare per Calcutta, ma le basi sono buone e le collaborazioni con i colleghi più anziani (Elisa e Jovanotti), hanno già fatto capire che tutta la scena musicale italiana si è accorta di lui e del suo potenziale.

Cristiano Pellizzaro per Radio City Trieste

Foto di Simone Di Luca

 

MAJANO – Terzo appuntamento musicale con il Festival di Majano. Dopo il successo del concerto evento dei The Darkness e degli storici Jethro Tull, ecco che per la 59° edizione della rassegna enogastronomica e culturale arriva uno de nomi di maggior richiamo della scena musicale italiana.
Il talento di Calcutta, vero fenomeno degli ultimi anni, finalmente approda in Regione per soddisfare i suoi fans, recuperando così la data posticipata di dieci giorni causa avverse condizioni meteo.
Reduce da un tour sold out in tutte le date fatte nei palazzetti del nostro paese, il cantautore laziale, classe 1989, che risponde al nome di Edoardo D’Erme, sarà preceduto dall’opening act di Bartolini, giovane nome della musica italica.
L’organizzazione di Azalea ha ben pensato, quindi, di regalare una serata all’insegna della scena indipendente italiana di qualità, coinvolgendo due interessanti figure e rivolgendosi soprattutto ad un pubblico giovane, anche se i nomi portati in Friuli per quest’occasione stanno riscuotendo un certo interesse da parte di tutti.
Giudicato un autentico outsider nel suo genere, Calcutta vanta tre uscite nella sua discografia e alcune collaborazioni con illustri colleghi già da tempo sulla cresta dell’onda, confermando quindi la qualità del suo prodotto.
Oroscopo, Paracetamolo, Kiwi e Frosinone sono alcuni dei brani che in questi anni tutti abbiamo sentito trasmettere dalle radio e che ci sono rimasti in testa.Assolutamente da vedere.
Il festival di Majano proseguirà ancora per una data in programma il 10 agosto con i Pink Sonic.

 Cristiano Pellizzaro per Radio City Trieste

 

 

UDINE – Al termine di ogni suo concerto ho sempre provato come una piacevole sensazione di essere avvolto in un comodo plaid, uno di quelli composti da tanti quadri colorati, quelli che oramai non si vedono più da anni.
In questo caso la differenza è che con la coperta non mi riscaldo,  ma mi ritrovo invece ad essere cullato da sensazioni ed emozioni che mi portano a fantasticare ed immaginare quanto la musica mi suggerisce.
Per giustificare questi stati d’animo basta ascoltare la voce di Loreena McKennitt e le melodie da lei intonate.
Dal debutto avvenuto con Elemental nel 1985, il percorso partito concettualmente dalla verde Irlanda (lei è di origini irlandesi e scozzesi), ha permesso al suo pubblico di fantasticare e viaggiare sino in terre esotiche molto lontane.
Ogni disco si è presentato pregno di sapori musicali, sfumature, atmosfere di ogni tipo e suoni amalgamati in modo da trasmettere palesi suggerimenti descrittivi per l’ascoltatore.Ma veniamo ora al concerto svoltosi nella serata conclusiva di Folkest (International Folk Festival), la nota rassegna che dopo ben undici anni di assenza ha ospitato nuovamente Loreena McKennitt nella suggestiva location del Castello di Udine per una serata che ha riservato due piacevoli sorprese.
La prima di queste è stata la formazione che è salita sul palco allestito nel piazzale del maniero rinascimentale, un inedito ensemble rispetto a quanto ci potevamo aspettare.
Una formazione ridotta rispetto alla coinvolgente carovana musicale delle altre occasioni.
Esclusi dai giochi ghironda e ammalianti percussioni etniche, oltre alla McKennitt e alla sua splendida e potente voce limpida che sembra non risentire del tempo che passa (suona anche pianoforte, fisarmonica e arpa celtica), troviamo gli storici collaboratori Brian Hughes ai plettri, Caroline Lavelle al violoncello, voce e flauto e Hugh Marsh al violino, oltre al contrabasso di Dudley Philips e la sezione ritmica di Robert Brian.
La seconda sorpresa invece risulta essere la scelta dei brani suonati in questo tour, una piacevole scaletta che si svela man mano che il concerto si svolge.
Davanti a millecinquecento spettatori, per due ore filate di spettacolo, i venti brani in programma sono tutti storici pezzi della sua nutrita discografia.
Si parte con The mystic’s dream dal disco The mask and mirror del 1994, album dal quale vengono riproposti il maggior numero di brani, si passa poi per The Visit del 1989 (All souls night e Bonny Portmore), The Book of secrets del 1997 (Marco Polo e Dante’s prayer per la chiusura), An ancient muse del 2006 (The gate of Istanbul), sino al protagonista discografico attuale che dà il nome al presente tour partito in marzo, ovvero Lost Souls pubblicato nel maggio 2018 e dal quale vengono riproposti in ordine di esecuzione Ages past, Ages hence, Spanish guitars and night plazas, Manx Ayre e l’omonima Lost souls.
La quarantunesima edizione di Folkest non si poteva chiudere in modo migliore.
Dopo un mese di eventi sparsi in ventidue comuni che hanno ospitato cinquanta spettacoli per la bella cifra di dodicimila spettatori, una serata all’insegna della musica irlandese assieme a Loreena McKennitt, musa per eccellenza della musica celtica, era l’evento ideale.

Cristiano Pellizzaro per Radio City Trieste

Foto di Walter Menegaldo

UDINE – Dopo un mese di imperdibili appuntamenti sparsi in tutta la Regione e non solo, l’edizione 2019 di Folkest si appresta a chiudere il sipario e dare appuntamento all’anno prossimo.
I saluti finali avverranno lunedì 22 luglio presso il castello di Udine, splendida location in cui andrà in scena ancora una volta un grande spettacolo.
La kermesse ospiterà nuovamente Loreena McKennitt, l’artista canadese musa della musica celtica ricca di contaminazioni e sconfinamenti che non necessita di presentazioni e che ritorna nel capoluogo friulano dopo undici anni di assenza.
La polistrumentista e compositrice nativa di Morden, attualmente in tour mondiale per presentare la sua ultima fatica discografica dal titolo Lost Souls pubblicato poco più di un anno fa, riporta la sua carovana nel Nord-est della penisola italica.
Nota per i suoi spettacoli intensi e ricchi di sfumature, questa volta l’artista ci ripropone uno spettacolo completo con tutta l’orchestra di fidi musici al suo seguito.
Un ensemble che tanto bene ci ha abituati a sognare, grazie alle incantevoli melodie proposte dalla McKennitt già dal lontano 1989, quando si faceva conoscere con il suo debutto dal titolo Elemental.
Sino ad oggi il suo percorso musicale l’ha vista pubblicare dieci dischi in studio, ben cinque live ed un’interminabile lista di tournée mondiali per accontentare il suo, sempre più numeroso, pubblico.
Non c’è dubbio, la McKennitt con la sua musica presso il suggestivo castello del colle udinese, e nel più che mai ideale contesto di Folkest, sarà una serata indimenticabile.

Cristiano Pellizzaro per Radio City Trieste

PALMANOVA – L’estate finalmente è arrivata e assieme a lei si appresta ad iniziare anche la stagione dei grandi eventi e delle rassegne musicali che si svolgeranno nelle più belle location della nostra regione.
Un ulteriore anno di grandi nomi musicali è quindi alle porte anche per Palmanova, che nella sua splendida Piazza Grande è pronta ad accogliere il trio tenorile
Il Volo. Con questo concerto partirà la serie di incontri musicali dal nome Estate di Stelle a Palmanova (gli altri nomi in programma, e tutti nel mese di luglio, saranno King Crimson sabato 6 e Antonello Venditti giovedì 11), eventi organizzati ottimamente da Azalea promotion, sempre attenta ad artisti di qualità da proporre ad un pubblico regionale e non solo.
Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble (questi i nomi dei tre componenti), attualmente sono in tournée con lo spettacolo Musica Tour 2019, che prende il nome dal disco omonimo pubblicato lo scorso febbraio quando è partita questa nuova serie di concerti che porta il giovane trio nuovamente nella nostra Regione.
Appuntamento imperdibile per gli amanti del Pop Lirico nella città stellata sabato 22 giugno con inizio alle ore 21.30

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

TRIESTE – Nell’inedita veste di scrittore, Massimo Priviero ritorna a Trieste per presentare il suo debutto bibliografico dal titolo Amore e Rabbia, un romanzo autobiografico pubblicato lo scorso aprile per Volo Libero edizioni e che arriva a quasi dieci anni di distanza dalla prima biografia dell’artista scritta da Matteo Strukul che per questa opera prima ne firma la prefazione.
Nel volume composto da quasi quattrocento pagine, il cantautore Rock di Jesolo (da anni oramai trasferitosi a Milano), racconta la sua vita, la sua storia artistica e svela la propria personalità.
Un testo indispensabile per conoscere questo grande musicista dall’invidiabile carriera trentennale, contraddistinta da canzoni dai testi incisivi e descrittivi, resi ancora più coinvolgenti dalla sua voce definita dalla rivista Buscadero, come “la più bella voce del Rock d’autore in Italia”.
L’appuntamento è fissato per giovedì 20 giugno al Caffè della Musica (presso la Casa della Musica) in Via dei Capitelli 3 (zona Cavana), a Trieste (inizio alle ore 21 con entrata gratuita).
Durante la serata, della quale Radio City Trieste è partner ufficiale, oltre alla presentazione di Amore e Rabbia, Massimo Priviero si esibirà un mini set live di alcuni suoi successi.

Cristiano Pellizzaro per Radio City Trieste

TRIESTE – Dopo alcuni anni di assenza, da giovedì 23 a domenica 26 maggio, ritorna in città uno degli spettacoli più completi e coinvolgenti che si possano ammirare: STOMP.

Il Teatro Rossetti (in collaborazione con Terry Chegia) vuole nuovamente far vibrare i cuori ed i corpi dei suoi affezionati spettatori e non solo, inserendo nuovamente in cartellone questo assalto metropolitano dove musica, danza e recitazione si uniscono all’unisono.
Sempre attuale, nonostante i quasi trent’anni di vita, STOMP continua a girare il mondo, a raccogliere successi, riconoscimenti ed inviti a manifestazioni di richiamo mondiale.
Per la quarta volta a Trieste (la prima fu nel 1999), come ogni spettacolo che riscuote tanto successo, STOMP si presenta con la formazione classica di otto elementi, una delle cinque che in contemporanea girano il mondo.
Da apprezzare con l’ascolto, da vivere con gli occhi, da condividere con il cuore; non ci sono altri spettacoli simili.
Nulla di meglio per Il Rossetti per chiudere un’altra grande stagione.
Se ancora non lo avete fatto, prenotatevi un posto.

Cristiano Pellizzaro per Radio City Trieste

TRIESTE – Un artista che non necessita di presentazioni, un autentico gigante della musica, un compositore e musicista acclamato dalle più prestigiose ed esigenti platee del mondo.
Il Teatro Rossetti (in collaborazione con Concerto Music) ha il piacere di annunciare Paolo Conte in concerto a Trieste il prossimo sabato 18 maggio, un evento come sempre destinato ad essere sold out oltre che lasciare il segno nel cuore degli spettatori.
Il tour, questa volta celebrativo e che porta nuovamente l’avvocato astigiano ad esibirsi dal vivo, prende il nome da una sua nota composizione che gli ha regalato fama e notorietà.
Ecco quindi che “50 anni di Azzurro” ci da la possibilità di poter sognare ancora una volta ripercorrendo l’invidiabile carriera attraverso un’attenta selezione di classici del suo repertorio a partire proprio dalla fortunata canzone Azzurro, assieme ad altri successi come Max, Bartali e Gelato al limon solo per citarne alcuni.
Raffinato ed elegante nello stile come ben sappiamo, Conte sarà accompagnato da una solida orchestra di precisi ed impeccabili musicisti, e come ogni volta, quando la sua musica inizierà a diffondersi, viaggeremo verso luoghi esotici ed ambienti immaginari dove potremmo incontrare i personaggi descritti dalle parole che compongo i suoi testi.
L’evento, con inizio alle ore 20.30, è uno spettacolo speciale a favore del Comitato Friuli Venezia Giulia AIRC per raccogliere fondi a sostegno dei migliori progetti di ricerca per la cura dei tumori femminili.
Per l’occasione, su questa emittente, sarà realizzata una puntata speciale dedicata al concerto, che andrà in onda giovedì 16 alle ore 9.00 durante il programma Fronte del Palco condotta da Il Geco.

Cristiano Pellizzaro per Radio City Trieste

TRIESTE – Solitamente al primo di aprile si fanno degli scherzi ma questa volta non sarà così. Comodamente lunedì sera prederemo posto sulle poltrone di uno dei teatri più belli d’ItaIia e assisteremo ad un bellissimo concerto di una storica Rock band.
Il Teatro Politeama Rossetti (in collaborazione con EG Production Music Entertainment) ci offrirà la possibilità di assistere allo strepitoso live set dei Jethro Tull che ritornano a Trieste per celebrare il cinquantesimo anno di attività con una collaudata formazione di cinque elementi.
Oramai consacrati già da tanti anni come una delle band più famose al mondo e altrettanto importanti per l’evoluzione della musica Rock, la band britannica capitanata da Ian Anderson festeggia assieme ai suoi fan con questo tour mondiale i traguardi raggiunti durante il suo percorso.
I Jethro Tull (che come si sa è stato il nome di un agronomo britannico vissuto a cavallo del XVII e XVIII secolo), non hanno mai deluso con le loro performance e questo è un ottimo biglietto da visita per chi ancora non li ha visti live, mentre chi già ha avuto modo di ascoltare i loro brani suonati dal vivo sa benissimo che il divertimento è assicurato.
Sarà una serata da pubblico delle grandi occasioni per il teatro triestino che ogni anno propone ottimi artisti.
Affrettatevi, non rischiate di rimanere senza biglietto, appuntamento lunedì primo aprile al teatro Rossetti.

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste