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TRIESTE – E finalmente è giunto il momento! In una delle piazze più belle d’Europa arrivano i miti dell’ heavy metal, gli IRON MAIDEN, gruppo inglese che dal 1980 è diventato rapidamente una delle band più rappresentative della scena musicale mondiale.
Steve Harris, Dave Murray, Bruce Dickinson, Janick Gers, Nicko McBrain e Adrian Smith saliranno sul palco di Trieste, organizzazione Zenit srl e Azalea Promotion, per un concerto del tour “Legacy of the beast”, con uno spettacolo assolutamente da non perdere, ricco di eventi scenografici stupefacenti, oltre alla grande musica che, nel corso degli anni, ha portato al sestetto britannico svariati dischi d’oro e di platino.
Apertura porte alle ore 17, poi di seguito gli openers The Raven Age, Rhapsody of fire e Tremonti, e quindi inizio dello spettacolo della “Vergine di ferro”.
UP THE IRONS \m/

TRIESTE – L’estate musicale 2018 di Trieste si tinge di rock ‘n’ roll, quello “buono”, quello “importante”, quello “storico”!
Il top in tre giorni nella più bella piazza d’Europa (e non solo) che accoglierà, in sequenza, IRON MAIDEN, STEVEN TYLER e DAVID BYRNE.
Trieste come una delle capitali europee dei grandi eventi “live”, con tre concerti di band e artisti che hanno scritto alcune delle pagine leggendarie del Rock e della musica in generale.
A dare il via a  Live in Trieste 2018 sarà la storica band degli Iron Maiden martedì 17 luglio, con l’unico live italiano nel Nordest del “Legacy of the Beast Tour”.
A seguire mercoledì 18 luglio il mitico Steven Tyler, frontman degli Aerosmith, icona del rock mondiale, nel suo nuovo progetto con la Loving Mary Band.
Per chiudere, in bellezza, sabato 21 luglio sarà il turno di David Byrne, fondatore e anima dei Talking Heads, band innovatrice e sperimentatrice, colonne del pop-rock già dagli anni ottanta.
Gli eventi di Live in Trieste 2018 sono organizzati da Zenit Srl e Azalea Promotion, in collaborazione con Comune di Trieste, Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG.
Buon Rock a tutti!

UDINE – Essere capaci di saper sfruttare al meglio le carte che ti sono state fornite e riuscir a creare qualcosa di veramente interessante.
Ne abbiamo avuto prova il 13 luglio al Castello di Udine con lo spettacolo di Cosmo (Marco Jacopo Bianchi all’anagrafe), dove è stato offerto uno show moderno rivolto al pubblico amante della scena Dance, per lo più composto da persone molto giovani.
Una pregevole serata organizzata da Vigna Pr e da Homepage Festival, andata in scena per l’omonima rassegna e alla quale hanno preso parte per l’apertura di questo evento anche la band locale gli Amari e i Santii.
Lo show di Cosmo, entrato a far parte nel circuito dei grossi eventi live, non ha nulla da invidiare ad altri suoi colleghi, e propone qualcosa che difficilmente si potrebbe dire possa essere prodotto nel nostro paese. Già più volte nella nostra Regione anni addietro assieme ai suoi Drink to me, Cosmo ritorna dopo il suo ultimo passaggio triestino del dicembre 2016, quando già faceva ballare e sballare.
Questa volta invece porta la sua carovana in Friuli dopo una nutrita serie di concerti e partecipazioni a notevoli eventi  come il concerto del Primo maggio che ne hanno confermato la qualità e amplificato la notorietà.
Nella musica e nei spettacoli di Cosmo è possibile ascoltare e trovare di tutto. L’udito gode di sonorità forse insolite per il pubblico di massa e che vengono ricercate tra quanto offerto già trent’anni fa, mischiato con quant’altro realizzato più di recente o che va di moda oggi.
L’allestimento del palco invece propone spettacoli conditi con potenti effetti luce degni di un ottimo rave, mentre on stage un set live realizzato assieme ai due percussionisti Mattia e Roberto riportano alla memoria quanto potevamo vedere negli show televisivi degli anni ’80 anche grazie al dress code scelto per andare in scena.
Qualcuno forse ha da ridire sul cantato in lingua italiana e sul suono della voce, ma secondo me la chiave di tutto sta proprio in questi due elementi, che s’incastrano perfettamente con il resto del prodotto e che vengono individuati soltanto in un secondo momento quanto il danno è già stato fatto e la sua musica ha già creato uno stato di strano ma piacevole compiacimento.
L’impianto diffonde musica sublime e limpida, la gente balla al ritmo della potente e arrogante cassa mentre sul palco si assiste all’offerta live delle produzioni sin qui realizzate e ad un set alla consolle che vede protagonista questa volta il solo Cosmo.
Chiusura ovviamente con L’ultima festa.
Serata davvero sorprendente. Uno dei migliori spettacoli in circolazione in questo momento.
E il nome dell’evento non poteva essere più azzeccato scegliendo appunto La festa in Castello.

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

Foto di Fabrice Gallina

SESTO AL REGHENA (PN) – Non era mica scontato che i Mogwai potessero suonare dalle nostre parti.
Ci vorrà un bel po’ di tempo per poterli rivedere in zona se mai accadrà di nuovo. Chi non ha colto l’occasione per questo concerto di Sesto al Reghena, ha davvero sciupato una buona occasione.
Bisogna stare attenti al programma che offre il Sexto‘Nplugged (Associazione Culturale Sexto), ogni anno diverso e ogni anno con nomi interessanti.
Ininterrottamente, per un centinaio di minuti circa, il Piazzale del Castello si è riempito di manti musicali alternati a solide muraglie sonore dove cozzare improvvisamente dopo che i primi evocavano lontani e delicati paesaggi autunnali riscaldati da un tiepido sole basso.
Tutto questo succedeva lunedì 9 luglio ad opera degli scozzesi Mogwai, uno dei nomi più rappresentativi e longevi della scena Post Rock.
Stiamo parlando di una delle prime band che possono venir in mente quando si tira in ballo questo argomento e sicuramente tra quelli a cui è doveroso riconoscere il merito di aver sdoganato questo genere.

Non per nulla trovano spazio pure loro nel libro Post Rock e oltre, introduzione alle musiche del 2000 (aut. Cilia e Bianchi, ed. Giunti), un interessante libro dedicato a questo genere e che in quasi due centinaia di pagine riassume e incuriosisce per questo mondo musicale.
Tredici i brani previsti in scaletta, compreso l’encore. Una selezione di quanto prodotto in ventitré anni di attività durante i quali sono stati realizzati due live, ben quattro colonne sonore e dieci dischi in studio, tra i quali l’ultimo Every country’s sun del settembre 2017 e dal quale sono state eseguite alcune tracce durante la serata.
La nebbiosa atmosfera creatasi sul palco e spinta dalle luci tra il pubblico che cercava di ricomporsi, alla fine stentava a dissolversi.
L’impianto aveva smesso di rombare ma le orecchie fischiavano e i corpi vibravano ancora.
Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste           Foto di Davide Carrer

UDINE – Non sarà una festa ma La festa in castello l’evento dell’estate udinese che dal colle del capoluogo friulano espanderà musica in tutta la Regione.
Una serata all’insegna dell’ottima musica italiana che offrirà il meglio di quanto la scena alternativa del nostro paese propone in questo momento.
Tre in nomi in lista per questa serata a partire dai padroni di casa ovvero gli Amari, formatisi nel 1997 in zona udinese e che più volte hanno fatto ben parlare di loro grazie alla loro formula di Pop rock.
A seguire i Santii, giovane duo Electro Pop conosciuto anche fuori dai confini nazionali e l’headliner Cosmo, al secolo Marco Bianchi già con i Drink to me (più volte in concerto in zona), sulla scena artistica nazionale da alcuni anni con il suo progetto solista di Electro Dance che sin d’ora ha saputo cogliere nel segno con ottimi brani introdotti nei circuiti di diffusione dei maggiori network nazionali.
Le voci, L’ultima festa e Sei la mia città sono le canzoni più conosciute di Cosmo, che in questo momento sta davvero godendo di ottima salute artistica come dimostrano le sue numerose esibizioni live, svariate delle quali a festival ed eventi di prestigio.
D’obbligo quindi anche una tappa regionale sapientemente organizzata da Vigna PR per venerdì 13 luglio presso il piazzale del castello di Udine nell’ambito dell’Homepage Festival.
Si tratterà di una serata piena zeppa di ottima musica, uno spettacolo completo di sonorità moderne sostenuto da luci e colori come solo le grandi feste possono permettersi. Il divertimento è assicurato.

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

UDINE – Ogni occasione è buona ai Simple Minds per ritornare a suonare in Regione.
I loro passaggi non si contano più ma questo non significa che si può pensare di marcare visita, anzi si deve partecipare al loro prossimo concerto friulano del 10 luglio al castello di Udine. Soprattutto se con la memoria facciamo un salto a quattro anni fa quando a Lignano nemmeno un tremendo acquazzone riuscì a fermarli.
Jim Kerr e Charlie Burchill sono sinonimo di cuore da palcoscenico, una garanzia in musica di provenienza scozzese all’ennesimo tour mondiale che per questa occasione sarà focalizzato sul disco Walk between worlds, diciottesima fatica in studio pubblicata nel febbraio di quest’anno.
L’avventura delle Menti Semplici inizia nel lontano 1979 con il primo Life in a day, lasciando da quel momento un’indelebile impronta nel periodo New Wave e nella musica Rock mondiale, pubblicando i vendutissimi New gold dream e Once upon a time, dischi immancabili in ogni archivio che si rispetti.
Le inconfondibili musiche e il particolare timbro vocale, da sempre inossidabili marchi di fabbrica, hanno reso celebri brani come Alive and Kicking, Someone somewhere (in summertime), She’s a river e le ultime hits Magic e In dreams che si potranno ascoltare per la prima volta in una piacevole serata organizzata per l’occasione da Zenit srl nel piazzale del Castello del capoluogo friulano.
Appuntamento quindi per mercoledì 10 luglio. Don’t you forget about…Simple Minds!

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

PORDENONE – E’ stata la serata che in questa stagione musicale non poteva assolutamente mancare. Un quadro perfetto sin dal luogo che ha ospitato i concerti, il Parco San Valentino di Pordenone, una piacevole oasi verde urbana che ha dato la marcia in più a tutto il contesto.
Partiamo dal principio però, dalla base, dalla manifestazione del Pordenone Blues Festival quest’anno giunto alla XXVII edizione confermandosi come evento solido e ben organizzato. Quest’anno nuovamente per diversi giorni consecutivi la città si è immersa nello spirito dei grandi eventi accogliendo oltre che numerosi spettatori anche moltissimi partecipanti attivi ai vari eventi collaterali.
Ci sono state proiezioni, contest, musicisti di strada ovvero i buskers provenienti da ogni dove, e incontri vario genere. Blues, musica e divertimento non sono mancati e i grossi concerti del parco hanno chiuso le serate proprio come le grandi manifestazioni devono fare.
Ecco quindi che si accendono i riflettori del palco per le stelle del cartellone ricco anche questa volta per mantenere alta la qualità delle passate edizioni.
La calda voce di Anastacia ha aperto le danze giovedì 5 luglio mentre il giorno successivo due esclusive nazionali dei Dr. Feelgood e Glenn Hughes hanno mantenuto calda l’atmosfera.
Chiusura con il botto sabato 7 luglio con tre nomi di tutto rispetto per un numeroso pubblico che ha preso posto con largo anticipo per non perdersi nulla.Il primo a salire sul palco è stato uno stagionato ma non per questo ammuffito Watermelon Slim. Un set di blues grezzo, rurale. Un viaggio alle radici del genere dove tutto è ridotto all’osso. Poche cose ma essenziali per questo bluesman vecchio stile che solamente con armonica, oppure slide guitar, e ovviamente voce ha condotto il pubblico in un fantastico viaggio negli States che ci immaginiamo ogni volta che le note di questo genere iniziano ad insediarsi nelle nostre orecchie. Il pubblico apprezza, si gode lo spettacolo seduto nel prato e tiene il ritmo con mani o piedi. È impossibile trattenersi.
Un necessario cambio palco prepara la strada alla seconda stella, ovvero Lee Fields & The Expressions per Soul di classe come solo i grandi possono permettersi.
Introduzione strumentale di rito come richiede il genere e si fa spazio al Soul man di questa sera. Un’orchestra di uomini bianchi vestiti con eleganti abiti scuri e un uomo di colore dalla voce calda, vestito in abito bianco. Che spettacolo, per occhi e per orecchie. Per non parlare del cuore, avvolto nel calore della performance.
La sera sta calando su di noi, gli alberi aiutano ad anticipare un poco il buio e le stage light invadono il palco facendo decollare lo spettacolare set. La gente è carica al punto giusto, l’atmosfera è di quelle che non provavo da tempo, ed è ora degli headliner.
Salgono sul palco i Level 42, britannici di passaggio in Italia per l’unica data. Mark King (basso e voce) e Mike Lindup (tastiere e voce), sono gli unici membri rimasti da quel 1979 quando si sono formati.
Ora nella band oltre ad un esplosivo batterista e tre super fiatisti, troviamo anche Nathan King, ottimo chitarrista fratello del fondatore Mark, nella band dal 2001.
Inutile dire che i brani più attesi sono le hit degli anni ’80 che li hanno resi famosi, quindi ecco Running in the family suonata subito come terzo brano di set list, Something about you e Lessons in love verso la fine. Ma i Level 42 sono anche molto altro, in primis ottima musica suonata in modo eccellente e il pubblico lo sa e non si perde un colpo per tutto il set.
Alla fine tra la gente sento solo commenti entusiasti e sguardi appagati.

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

www.pordenonebluesfestival.it

Promopressagency www.danielemignardi.it

SESTO AL REGHENA – Puntuale come ogni anno arriva il Sexto’Nplugged (Associazione Cultura Sexto)con una selezione di nomi di tutto rispetto, scelti per un pubblico esigente che predilige la scena artistica dei percorsi meno commerciali.
Dopo gli eccellenti nomi delle precedenti edizioni quest’anno la bellissima cornice della Piazza del Castello di Sesto al Reghena si appresta ad ospitare i Mogwai, band scozzese di Post Rock, da oltre vent’anni sulle scene con nove album all’attivo e svariate partecipazioni a compilation dedicate al genere.
Lunedì 9 luglio con inizio ore 21.00 si avrà l’opportunità per ascoltare dal vivo le tracce che compongono Every Country’s Sun, disco di inediti pubblicato lo scorso autunno e da molti giudicato come il più coinvolgente della band.
Riconosciuti come una delle band icone del genere, merito anche al sound inconfondibile, secondo gli addetti ai lavori hanno contribuito alla scoperta del Post Rock da parte della stampa specializzata.
Il programma completo di questa edizione del Sexto ‘Nplugged oltre ai Mogwai e all’esclusiva nazionale degli Interpol, propone ancora il 15 luglio Pantha Du Prince feat. Bendik HK e in chiusura Rhye il 7 agosto, serate rispettivamente aperte da Son Lux e Pick a piper.

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

 

Da ventisette anni stupisce il pubblico proponendo ogni volta un ricco e coinvolgente programma. Il Pordenone Blue Festival anche in questa edizione è riuscito a catturare l’attenzione con una ricca proposta di eventi per soddisfare anche i palati musicali più esigenti.
Per sei giorni consecutivi nella città di Pordenone la possibilità di assistere a proiezioni, workshop, incontri, laboratori musicali per bambini, contest e tantissimi concerti ovviamente.
Il tutto sostenuto dalla musica suonata nelle strade da moltissimi buskers provenienti anche dall’estero.
Non mancano ovviamente i prodotti tipici locali da gustare nei locali della città che per l’occasione diventano dei Blues Bar oppure Osterie Blues riconoscibili dalla bandiera dell’evento esposta all’entrata.
Ricco il cartellone degli eventi principali di maggior richiamo anche per questa edizione, con una lista di nomi che vanno ad aggiungersi alle stelle mondiali degli anni precedenti.
Quest’anno in ordine di apparizione e solo per citarne alcuni: Anastacia, le due esclusive date italiane dei Dr. Fellgood e Glenn Hughes e il concerto itinerante di Tao Love Bus Experience a bordo del pulmino Volkswagen del 1974.  Gran finale sabato 7 luglio a partire dalle ore 19.00 con Watermelon Slim, Lee Fields & The Expressions e in chiusura gli esplosivi Level 42 per la loro unica apparizione nel nostro paese.
Programma completo al sito www.pordenonebluesfestival.it, Ufficio Stampa Daniele Mignardi Promopressagency

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

BARCELLONA – Trenta bands a infiammare il Rock Fest di Barcellona, il mega evento che convoglierà, nella città catalana, migliaia di appassionati dal 5 al 7 luglio al Parc de Can Zam.
Grandi nomi come Ozzy Osbourne, i Kiss, Scorpions e Megadeth, ma anche band di melodic-hard rock come HEAT ed Eclipse, o veccchi leoni del metal come Judas Priest e Helloween.
Ed ancora tanti altri artisti che si esibiranno, fino a notte inoltrata, sui due palchi ed il tendone, allestiti ad hoc per questi grandi spettacoli musicali e visivi.
Report con interviste, foto e commenti, realizzati dai nostri due inviati, Andrea Mr. Rock e Maxx Double X, che seguiranno l’evento per conto della nostra emittente.
ROCK ON !!!