VENEZIA – Suona strano sentire che Francesco De Gregori fa tappa col suo tour in un club. Ed ancor di più se il locale in questione è una storica discoteca come il Palmariva. Nulla da togliere ad entrambi, per carità, solo che non siamo abituati ad un connubio di questo genere.

Già da un po’ di tempo la storica balera di Fossalta di Portogruaro  per l’occasione, viene trasformata in un Live Club, ospitando eventi di qualità. E questo grazie alla sapiente organizzazione di Azalea, che ha saputo cogliere l’opportunità di gestire i live proprio in questa location. Perchè l’atmosfera che si assapora ad un concerto in un Club, ha qualcosa di familiare. E certe barriere, che solitamente in altri luoghi tengono distanti pubblico ed artisti, in queste circostanze vengono meno. Una vicinanza molto apprezzata sia dal pubblico che dall’alto del palco.

Ma torniamo a noi ed alla serata del Principe dei cantautori, quel Francesco De Gregori che non ha di certo bisogno di presentazione alcuna. Uno che ha fatto scuola per diverse generazioni, uno che continua a far valere il suo talento dall’inizio degli anni ’70. Ed ora qui per celebrare Rimmel, uno dei suoi dischi più conosciuti, una pietra miliare della musica d’autore italiana, contenente svariati suoi successi, divenuti nel corso degli anni un riferimento anche per i giovani novizi del mondo della musica. E la riprova di quanto vi sto dicendo è l’attuale prosieguo di questo tour celebrativo, iniziato un anno fa, proprio nel cinquantennale della prima pubblicazione di Rimmel.

Ovviamente nella set list della serata, già passata nei paraggi lo scorso novembre a Udine (e sempre per la buona volontà di Azalea), trovano posto anche altri brani del cantautore romano, ma senza eccedere ai giorni nostri.

Accompagnato dalla rodata orchestrina dei “magnifici” sette, formazione già assaporata nella serie di concerti milanesi Never Green (dei quali è stato proposto l’omonimo film concerto proiettato nei cinema lo scorso autunno), tra loro, a guidarli, non poteva mancare il Capo Banda (come a De Gregori piace presentarlo) Guido Guglielminetti, oramai da tantissimi anni al fianco del Principe.

Un’orchestra che ha riproposto alcuni brani in una nuova veste, capace comunque di donare freschezza alle composizioni senza fare loro perdere il fascino originale.

Come da copione, i saluti finali si sono svolti sulle note di quello splendido valzer, che porta il titolo di Buonanotte Fiorellino, sulle note del quale De Gregori e la sua band, si sono congedati dal pubblico. E su questo dolce finale da ninna nanna, c’è stato qualcuno che non ha esitato a ballare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

Foto di Maicol Novara