PORDENONE – Domenica 26 luglio 2026 è andato in scena al Parco San Valentino un mini festival dedicato all’Heavy Metal, appuntamento a cui non sono mancati tutti gli amanti delle sonorità potenti e veloci.
La serata era patrocinata dall’Associazione Pordenone Giovani e Comune di Pordenone nell’ambito del Pordenone Blues Festival & Co., manifestazione giunta alla 35° edizione!L’ingresso è stato leggermente posticipato a causa del forte maltempo del primo pomeriggio ma che, per fortuna, non ha impedito il normale svolgimento della manifestazione.
I primi a salire sul palco sono i Rivetskull, band proveniente da Seattle che, con tre dischi all’attivo, si definisce “Heady Metal” per i testi riflessivi.
Musicalmente la band poggia su un solido metal di matrice classica che per mezz’ora ha intrattenuto il pubblico, dando dimostrazione di solidità ed empatia.
Salgono poi sul palco i Masterplan, power metal band teutonica attiva dai primi duemila per iniziativa di Roland Grapow (ex Helloween), che oggi può contare sull’ottima voce di Rick Altzi (dal timbro simile al mitico Jorn Lande) e su una band ben rodata.
Band compatta con ottimi suoni, che va a pescare da tutto il proprio repertorio, iniziando con “Enlighten Me/Spirit never die” tratte dall’ album di esordio, proseguendo con  “Crimson rider” dal secondo, fino ad arrivare ai pezzi del nuovo disco Metalmorphosis appena uscito, con dedica particolare su “Through the Storm” per il maltempo scampato.
Un’ora di set senza cedimenti che ha intrattenuto i presenti in attesa di sua maestà Yngwie Malmsteen.
La sera è oramai calata e come ogni star che si rispetti Malmsteen si fa attendere, parte l’intro ed è subito “Rising Force” in un susseguirsi furioso di scale chitarristiche.
“Soldier”, “Like an angel” traghettano a “Now your ships are burned” ed alla parte centrale dedicata ad alcuni assoli dove spicca “Far beyond the sun/Bohemian Rhapsody”.
Malmsteen assoluto padrone del palco con il resto della band praticamente a contorno (spicca solo il tastierista/cantante Nick Marino), canta molti brani, il suo tocco sembra non aver subito l’incuria del tempo, fisicamente in forma, mantiene le sue pose feline e fa faticare il suo roadie con continui cambi di chitarra (alcuni anche lanciando lo strumento alla cieca n.d.r.).
Il trittico “Seventh sign/Fire and Ice/Evil eye” sfocia in “Smoke on the water” (tributo al suo idolo Ritchie Blackmore n.d.r.), per poi regalare un assolo pirotecnico con chitarra trascinata sugli amplificatori, distorta, stuprata, prima di “You don’t remember, i’ll never forget” che chiude la scaletta.
Encore con “Black star/You’ll see the light tonight” in un finale esplosivo.
Yngwie Malmsteen non fa prigionieri, non ha mezze misure, non è empatico, ma è, nonostante tutto, ancora oggi uno dei migliori chitarristi metal a livello mondiale.
Ottima serata quindi che ci ha regalato un festival metal davvero bello, grazie Pordenone Blues Festival & Co….we need more!

Luca Tex per Radio City Trieste
Foto di Elisa Moro

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