UDINE – Il colle del Castello di Udine si è trasformato, lunedì sera, nel teatro di una straordinaria celebrazione musicale, il concerto dei BEAT, super band che incentra il proprio repertorio sul materiale dei King Crimson anni 80.
Serata organizzata da VignaPR e FVG Music Live, oltre al patrocinio del Comune di Udine e PromoTurismo FVG.
Nata con la benedizione di Robert Fripp (ringraziato durante la serata insieme al mitico Bill Bruford n.d.r.) la band è composta da Adrian Belew, Tony Levin (entrambi ex King Crimson), Steve Vai e Danny Carey (Tool).Ore 21:00 la band si presenta sul palco puntualissima (meglio di molti ritardatari a cui le hostess hanno dovuto indicare velocemente la postazione n.d.r.) in dress code ottantiano Miami Vice style.
Alcuni colpi di fischietto sanciscono la repentina e frenetica partenza di “Neurotica” e subito il pubblico viene catapultato in un vortice sonoro irrefrenabile.
Seguono “Neal and Jack and me” e “Heartbeat” perfetta triade con l’opener, che ci mostra una band perfettamente rodata e coesa.
I suoni sono ottimi e godibili, i pezzi si susseguono fluidi portandoci alla fine del primo set, dove “Industry” e “Larks’ Tongues in Aspic III” mostrano la parte più caotica e cabalistica della scaletta presentata.
Venti minuti di pausa durante la quale lo stand del merchandising viene letteralmente preso d’assalto, il tempo di una birra e la band rientra, dopo essersi rifocillata, in vestiti più casual questa volta.
Il secondo set si apre in stile “stomp” con Carey e Belew impegnati nell’introduzione di “Waiting Man” coordinandosi perfettamente su un set di pad , la successiva “The sheltering sky” offre a Steve “Flexable” Vai l’occasione di dimostrare tutta la sua competenza strumentale mentre Tony Levin incide con il suo basso  “Sleepless”.
“Frame by Frame”, “Elephant Talk” e “Indiscipline” i picchi del secondo set caratterizzato anche da giochi di luce, atti ad esaltare gli occhi dell’elefante che troneggia su telone retropalco.
Prima degli encore Adrian Belew prende la parola e ringrazia, dicendo che questo tour italiano è stato davvero fantastico, la band si è trovata benissimo e cercherà di ritornare in futuro, anche perché “ha mangiato dell’ottima pasta!”.
Parte l’attesissima “Red”, a chiudere “Thela Hun Ginjeet”.
La band ringrazia, foto di rito e lunga standing ovation del pubblico, che ha riempito il piazzale del castello di Udine in ogni suo angolo disponibile, in una serata perfetta che, diciamolo, ci ha consegnato quanto, ad oggi, risulta più vicino possibile ai mitici King Crimson.
Occasione quindi ghiotta che tutti gli amanti del genere, anche d’oltre confine, non si sono fatti sfuggire, consci che quando vengono organizzati con grande competenza questi eventi esiste un unico diktat, esserci!

Luca Tex per Radio City Trieste
Foto di Ricky Modena

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