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Sarà che sto diventando pigro, oppure la causa possono essere i miei gusti in ambito musicale, ma sta di fatto che difficilmente, oramai, riesco a provare soddisfazione quando ascolto un nuovo disco. In certi casi può capitare addirittura che mi risulti difficile completarne l’ascolto.
Fortunatamente non è sempre così e talvolta capita ancora di scoprire qualche piccola gemma nascosta nella folta vegetazione della giungla musicale, e rimanerne affascinati, e Puls-e è stata quell’inaspettata sorpresa capace di riempire quel vuoto che ogni tanto viene a crearsi.
Ad essere sinceri, l’artefice dell’opera è partito avvantaggiato. Sapevo fosse un percussionista, lo avevo già sentito e visto in azione quattro anni fa a Trieste, in una ventosa e fredda serata di inizio luglio, per il battesimo di quell’edizione del Trieste Loves Jazz.
La scorsa estate invece nel Parco del Museo Sartorio, sempre per la medesima rassegna, a presentare questa sua opera prima in un solo live set, immerso in una miriade di strumenti.
La musica, e soprattutto le sonorità di Doc Mabal, al secolo Maurilio Balzanelli, mi hanno rispedito indietro con memoria e sensazioni, al finire di quegli anni ’90 quando avevo iniziato a suonare e stavo scoprendo generi musicali coinvolgenti e fuori dai soliti schemi.
Immediatamente mi sono ricollegato agli ascolti dei Tuu di One Thousand Years, degli O Yuchi Conjugate, di Peyote e ad alcuni fantastici tribali dei primi dischi degli Ozric Tentacles.
Un giudizio di parte il mio, non lo nego, ma rimane il fatto che fortunatamente c’è ancora chi sceglie di proseguire per la propria strada per poi sorprendere.
Nella vita Maurilio Balzanelli ha cullato, cresciuto e fatto maturare le sue due passioni centrando, in questo modo, i suoi obbiettivi, ovvero la medicina (è un medico di professione) e la musica, seguendo il percorso ritmico delle percussioni.
Trasferitosi a Trieste da adolescente, ha suonato la batteria nei Luc Orient, coltivando amicizie e contatti rimasti saldi anche dopo il suo trasferimento in Veneto, sul lago di Garda, dove tutt’ora risiede.
Nel corso della sua attività artistica ha suonato in quindici dischi ed in svariati concerti, anche nell’ambito di rinomate rassegne.
Ed ora, finalmente, per lui è arrivato il momento di presentare Puls-e, la sua creatura, sua opera prima, davanti alla quale è impossibile rimanere indifferenti ed impassibili.
Per quarantuno minuti Doc Mabal, ci presenta un quadro completo del suo percorso e lo fa con meticolosa e certosina precisione.
In Puls-e nulla è lasciato al caso, e tutti gli strumenti sono suonati, da lui stesso, dal vivo, senza mandare in loop alcun take.
Dopo una breve intro dal titolo Octopus, il disco si rivela in tutta la sua bellezza con la seconda traccia Bolle, brano nel quale dei flauti andini ci fanno fluttuare, in una sorta di anticamera propiziatoria, prima di intraprendere il nostro viaggio.
Da questo momento il percorso si snoda attraverso ritmi Afro, scanditi da brani come Azalai, fino ad approdare nelle terre dei ritmi caraibici e del Samba con il brano Farra.
Un’avventura sonora durante la quale si delineano immaginarie conformità di paesaggi esotici, i cui confini, lontani nel tempo, vengono tracciati grazie alla musica creata con innumerevoli strumenti a percussione, campane, piatti e crotalini, e le melodie percussive di Log drum e Tank drum.
Un viaggio mitico e dal sapore atavico, eseguito in silenzio e con il massimo rispetto, seguendo il percorso indicato da Shangò, nostra divina guida in queste terre.
Undici sono le tappe di questo nostro pellegrinaggio, fino all’apoteosi finale che viene raggiunta con Eruption
Un crescendo la cui esplosione finale si manifesta per mano dello stesso Orisha che suona l’ultimo profondo e ridondante colpo di tamburo a conclusione del viaggio, ponendo un sigillo al varco d’accesso di questo mondo, un sigillo che verrà tolto, dalla stessa divinità, all’inizio del prossimo ascolto.

di Cristiano Pellizzaro
foto di Renzo Bertasi e Rosario Varsaica

 

Sabato 22 ottobre, presso gli studi di Radio City Trieste, Maurilio Balzanelli presenterà Puls-e.

A partire dalle ore 14.00, sarà ospite de Il Geco nella sua trasmissione Fronte del Palco.

Repliche giovedì 27 alle ore 10.00, e sabato 29 alle ore 14.00.

Contatti Maurilio Balzanelli
Mail: mbalzanelli@libero.it
Profilo Fb: https://www.facebook.com/doc.mabal

Video Maurilio Balzanelli in concerto a Trieste il 27 luglio 2022, Parco Villa Sartorio per il Trieste Loves Jazz
https://www.facebook.com/doc.mabal/videos/413894317258875

TRIESTE – In concomitanza con l’inizio della stagione estiva parte anche il nuovo palinsesto di RADIO CITY TRIESTE. Molte le conferme, qualche novità ma, come sempre, un’altissima qualità musicale e professionale in tutte le fasce d’ascolto sia del giorno che nelle ore notturne.

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Da ventisette anni stupisce il pubblico proponendo ogni volta un ricco e coinvolgente programma. Il Pordenone Blue Festival anche in questa edizione è riuscito a catturare l’attenzione con una ricca proposta di eventi per soddisfare anche i palati musicali più esigenti.
Per sei giorni consecutivi nella città di Pordenone la possibilità di assistere a proiezioni, workshop, incontri, laboratori musicali per bambini, contest e tantissimi concerti ovviamente.
Il tutto sostenuto dalla musica suonata nelle strade da moltissimi buskers provenienti anche dall’estero.
Non mancano ovviamente i prodotti tipici locali da gustare nei locali della città che per l’occasione diventano dei Blues Bar oppure Osterie Blues riconoscibili dalla bandiera dell’evento esposta all’entrata.
Ricco il cartellone degli eventi principali di maggior richiamo anche per questa edizione, con una lista di nomi che vanno ad aggiungersi alle stelle mondiali degli anni precedenti.
Quest’anno in ordine di apparizione e solo per citarne alcuni: Anastacia, le due esclusive date italiane dei Dr. Fellgood e Glenn Hughes e il concerto itinerante di Tao Love Bus Experience a bordo del pulmino Volkswagen del 1974.  Gran finale sabato 7 luglio a partire dalle ore 19.00 con Watermelon Slim, Lee Fields & The Expressions e in chiusura gli esplosivi Level 42 per la loro unica apparizione nel nostro paese.
Programma completo al sito www.pordenonebluesfestival.it, Ufficio Stampa Daniele Mignardi Promopressagency

Cristiano Pellizzaro per RadioCityTrieste

Alma Basket TriesteIMOLA – Seconda sconfitta consecutiva per la capolista Alma, che inciampa nuovamente sul campo di una formazione non certo trascendentale che l’ha messa in difficoltà più sul piano emotivo e dell’intensità che su quello tecnico.
Si apre così una mini crisi in casa biancorossa, alla vigilia di un ciclo di partite che dirà dove questa squadra potrà arrivare a fine stagione: dopo il match interno con Bergamo di domenica prossima, infatti, i giuliani andranno a Bologna, affronteranno in casa Ravenna, andranno a Treviso e sfideranno Mantova a Valmaura.
Da recuperare morale e voglia, in un periodo in cui si sono palesate pericolose pause sia in attacco che in difesa.
La cronaca della partita di Imola ricalca da vicino quella della trasferta di Forlì di domenica scorsa: triestini sempre a condurre, ma senza dare mai l’impressione di poter uccidere il match. Bowers, dopo un inizio poco preciso in attacco, aggiusta la mira e, per una volta, risulta fra i migliori dei suoi.
E’ Fernandez, però, ben coadiuvato da Baldasso, a mantenere alti i colpi in attacco in una giornata in cui Da Ros, utilizzato con minutaggio pesante da Dalmasson, litiga in ogni modo con il canestro.
Il terzo quarto stavolta è letale per Trieste, con l’americano Bell a centrare il bersaglio da ogni parte del campo. Imola arriva fino al +9 sul 69-60, ma Trieste, ancora una volta grazie al tandem Fernandez-Baldasso, riesce a rimontare ed addirittura a ritornare in vantaggio.
E’ ancora Bell a chiudere la partita con una tripla che manda in delirio i suoi tifosi, con la preghiera finale di Fernandez a stamparsi sul ferro.
Le avversarie più vicine, Udine esclusa, vincono tutte in modo convincente, accorciando la classifica e rimettendo tutto in gioco per la conquista del primo posto al termine della stagione regolare.

Francesco Freni per Sport In The City
In onda su Radio City Trieste ogni lunedì alle 18:00

Triestina logoBOLZANO – A Bolzano va in onda il suicidio alabardato, a confermare l’ormai conclamata avversione degli uomini di Sannino per le trasferte che, all’inizio del campionato, sembravano l’arma vincente. Anche in Alto Adige la squadra alabardata comanda il gioco per gran parte della partita ma incorre in un paio d’incertezze determinanti sul risultato.
Di questo passo la classifica diventa, per la ressa che c’è dalle sue parti, un tantino pericolosa per l’obiettivo della società che, oggi, si fa un po’ più lontano.
E dire che al “Druso” le cose avrebbero potuto mettersi in discesa dopo pochi minuti quando Mensah rubava palla al limite dell’area e partiva verso il portiere avversario, lo saltava ma si allungava troppo lateralmente la palla e permetteva il recupero dei difensori.
Non andava meglio a Petrella che provava la girata finita alta e poi, alla mezz’ora, ad Arma, imbeccato da un lungo invito di Lambrughi, il cui colpo di testa era alzato sopra la traversa dal portiere Offredi. In conclusione di tempo, ancora Petrella: si accentra e con un sinistro a rientrare, incoccia il palo lontano.
Il Sud Tirol sembra stare a guardare ma, alla ripresa del gioco piazza il colpo: Gyasi s’infila nel centrocampo alabardato, lascia tutti indietro e, alle soglie dell’are, apre per Costantino che in diagonale brucia Miori: terza rete dell’attaccante alla Triestina, come in Coppa e all’andata.
Triestina subito in avanti, Petrella in mischia prova senza fortuna di testa ma ci vuole un intervento di Miori sui piedi di Costantino per impedire il raddoppio.
Arriva invece il pareggio per una trattenuta in area su Mensah: dal dischetto, proprio come all’andata, Bracaletti trasforma con un destro preciso a fil di palo.
La Triestina prova a vincere, il Sud Tirol si affida a qualche contropiede e, a poco dalla fine, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Bajc va per respingere con decisione, invece svirgola il pallone che si alza e conclude la parabola a fil di palo, con Miori che può solo guardare. Beffa crudele perchè almeno un punto ci stava comodamente.
Prossimo appuntamento, in notturna, lunedì prossimo al “Rocco” con il Mestre.

Guerrino Bernardis per Radio City Trieste

Commenti e reazioni nel corso di SPORT IN THE CITY in onda dalle ore 18 di lunedì su www.radiocitytrieste.it

Triestina logoPADOVA – Che orrenda serata quella della Triestina a Padova, per la seconda volta nel giro di quattro giorni: dopo la sconfitta per 2-1 nella gara di campionato, arriva una batosta clamorosa che estromette dalla Coppa Italia gli alabardati ma, soprattutto, li fa tornare indietro pesantemente sotto l’aspetto della credibilità.
Spazio a chi ha giocato di meno nel primo impegno contro il Padova che, sotto questo aspetto non è da meno e schiera molte seconde linee.
Discreto l’inizio dei triestini ma, una volta in svantaggio su calcio di punizione, non c’è quasi reazione, anche perchè in attaco gli alabardati non esistono.
Arriva il raddoppio patavino nel primo tempo su azione d’angolo, ma non c’è mai segno di reazione.
La ripresa è a dir poco disastrosa con il Padova che dilaga letteralmente.
Per Sannino solo indicazioni negative e quattro giorni di tempo per riportare fiducia nella squadra che domenica pomeriggio riceverà al Rocco il Gubbio, alla caccia della prima vittoria interna.
Guerrino Bernardis per Radio City Trieste

Commenti e reazioni nel corso di SPORT IN THE CITY in onda dalle ore 18 di lunedì su www.radiocitytrieste.it